Brescia Sport Più, senza casa ma con il sogno scudetto nel badminton

Questa è la storia di una squadra clandestina, perché si chiama Brescia Sport Più e in città non ha mai giocato. Eppure, partendo dall’oratorio di Fornaci – dove undici anni fa il parroco le mise a disposizione il teatro dell’oratorio per gli allenamenti –, è arrivata in vetta al badminton italiano e alla fine del mese prossimo si giocherà lo scudetto nei play off.
La prodigiosa scalata, maturata in pochissimi anni, è stata costruita tutta altrove, a cominciare dalla promozione in B ottenuta a Lodi nel 2021 da Chiara Simoncelli, Jenni Passerini, Kristina Zheleva, Andrea e Matteo Salvini, Giuseppe Caracausi e Atash Faraz Amir, e frutto del grande lavoro svolto a livello giovanile. L’anno dopo la società ha riportato a casa i propri gioielli prestati a squadre di A perché facessero esperienza. Parliamo di Irene Guarneri (oggi diciannovenne), finita molto presto nel giro delle Nazionali giovanili, era andata alle Piume d’Argento di Palermo, e di Nicolò Volpi (1999), che aveva vinto lo scudetto a Bolzano.

Con l’inserimento di Alice Pellizzari e Shukla Sanyam ecco un altro salto, stavolta nel massimo campionato dopo i gironi vinti a Modena e a Milano. Ulteriore step, il consolidamento nella categoria garantito dai sesti posti nel 2023 con l’innesto di Eleni Christoudoulou, Ivan Atanasov, Lucie Krulova e Manuel Scafuri nei concentramenti di Malles (Bolzano), Chiari e Palermo e nel 2024, con gli apporti di Katerina Tomalova, Marselinus Nanda Dewagraha e Julie Natascha Olesen nelle fasi disputate ancora a Malles e Chiari, e poi a Maracalagonis (Cagliari).

Quest’anno il capolavoro si è completato – dopo l’ingresso in squadra di Gabriela Stoeva e Margareta Norrman, e la definitiva valorizzazione di Irene Guarneri – col quarto posto in classifica che ha spalancato le porte dei play off, dopo le fasi disputate nelle stesse sedi dell’anno precedente.
Un lungo giro d’Italia accompagnato da trionfi festeggiati tutti in trasferta, perché il Brescia Sport Più non ha un impianto adeguato per ospitare le gare del campionato. Gli allenamenti sono al Palasport Vittorio Mero di Folzano, ma in città la percezione della squadra è relativamente bassa. Invece, grazie a questo club, nel mondo del badminton Brescia è sulla bocca di tutti.
Attrae anche campioni stranieri e sta conquistando sempre più studenti nelle scuole, affascinati dalla gioiosità del gioco che un po’ tutti in spiaggia abbiamo praticato, chiamandolo volano. In palestra, però, è un vero e proprio sport e ha una peculiarità. Si assegna un unico scudetto e le squadre sono composte da tre uomini e tre donne. Ciascuno contribuisce al successo negli incontri di singolare, doppio e doppio misto.
La scalata
Il Brescia Sport Più è stato più forte di tutto, anche di inciampi che hanno rischiato di fermarne il cammino, come quando è stato piantato in asso – dalla notte al giorno – dal giocatore indiano Shukla Sanyam, che al contrario degli altri stranieri ingaggiati solo per le partite era venuto da noi per fare anche l’istruttore. La società allora si è affidata all’indonesiano Marselinus Nanda Dewagraha, il cui contributo è stato determinante per la crescita tecnica dell’intero gruppo. Assieme a lui forma un doppio di livello Nicolò Volpi, la cui passione per il badminton è maturata in famiglia, sull’esempio della mamma Patrizia Piacentini, ex insegnante di educazione fisica ora in pensione, tra le fondatrici del club.
«La A per noi è una vetrina irrinunciabile – spiega –, perché fa da volano all’intero movimento. Però ci muoviamo tra mille difficoltà, gli sponsor scarseggiano e avremmo bisogno di più ore a disposizione per gli allenamenti». Per il figlio, l’avventura non è ancora conclusa. «Siamo arrivati fin qui e anche se abbiamo il pronostico contro vogliamo giocarci tutte le nostre carte. Nel 2021 non giocai i play off col Bolzano perché avevo davanti giocatori più esperti. Ora avrò la soddisfazione di disputarli da protagonista. Erano anni che aspettavo questo momento e vorrei viverlo all’infinito». Non si possono proibire i sogni, anche perché Brescia ha saputo trasformarli in realtà.
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