La Mille Miglia del 1955, corsa il trenta aprile e il primo maggio, fu veramente «kolossal»: più di cinquecento macchine, le case automobilistiche più importanti, i piloti più forti del mondo e... dulcis in fundo la straordinaria media record del vincitore, rimasta poi imbattuta.
I team
Tutto ebbe inizio con lo spettacolo delle verifiche a cui si presentarono le macchine favorite (Ferrari e Mercedes) insieme alle Maserati, Aston Martin, Austin Healey, in grado di riservare sorprese. Formidabile lo squadrone della Casa di Maranello con Castellotti, Maglioli, Paolo Marzotto, Sighinolfi e Taruffi, al volante di vari modelli. Non da meno quello della Mercedes con Herrmann, Kling, Fangio e Moss, al volante delle 300 SLR. La Maserati contava su Perdisa e Musso, l’Aston Martin su Collins e così via.

Il record
Le partenze ebbero inizio alle 21 del 30 aprile e continuarono per più di dieci ore. Subito si scatenò l’inferno. Marzotto era primo a Verona con una media altissima. Poi si ritirò e a Ravenna passò in testa Castellotti, seguito da Moss e da Taruffi. Anche Castellotti si ritirò e a Pescara era in testa Taruffi, seguito dalle quattro Mercedes. Ma ecco Roma, dove Moss giunse primo davanti a Taruffi. Il duello tra le Case favorite era entusiasmante. Cominciava la strada del ritorno, Taruffi e Kling si ritirarono e le tre Mercedes di Moss, Herrmann e Fangio affrontarono i passi appenninici della Futa e della Raticosa.
Anche Herrmann si ritirò e Moss, con la sua freccia d’argento che aveva sotto il cofano un motore da Formula Uno, andò a vincere a Brescia con il tempo di 10 ore, 7 minuti e 48 secondi. La media record era di 157,650 chilometri all’ora! Il pilota inglese aveva compiuto una delle più grandi imprese nella storia dell’automobilismo sportivo! Secondo era Fangio, terzo Maglioli con la prima Ferrari.



