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Bicelli dopo l’argento agli Assoluti: «Così blindo la presenza a Parigi»

Mario Nicoliello
Il bresciano soddisfatto dopo l’ottimo secondo posto ai Tricolori paralimpici di via Rodi: «Alle Olimpiadi gareggerò nei 400 stile, 100 dorso e 50 stile»
Federico Bicelli ai Tricolori di Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Federico Bicelli ai Tricolori di Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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È l’atleta di punta del nuoto paralimpico bresciano, pertanto all’appuntamento con i Tricolori nell’impianto di via Rodi non poteva mancare. Federico Bicelli ha risposto presente, nonostante il filo di voce che lo ha accompagnato nel corso del week-end. Tre prove, altrettanti successi di categoria e la ciliegina sulla torta del secondo posto assoluto nei 100 dorso.

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Nuoto paralimpico, l'intervista al bresciano Federico Bicelli

Federico, innanzitutto come sta sul piano fisico?

«Non sono al massimo, perché mi sono preso una brutta influenza di natura batterica e sono sotto effetto degli antibiotici. Può succedere, meglio che sia capitato adesso e non tra un mese».

L’assenza al Sette Colli non era stata quindi pretattica in vista degli Assoluti?

«Niente affatto. Avrei voluto tanto nuotare anche a Roma, ma il fisico non me lo ha permesso. Per i Nazionali ho fatto uno strappo perché alle gare in casa non potevo mancare».

In ottica Parigi cosa ha raccolto nel week-end?

«Non ho fatto registrare i tempi che volevo, né partecipato alle gare nelle quali invece gareggerò in Francia, ma nel contempo ho blindato la presenza. Adesso aspetto solo la convocazione ufficiale, attesa in settimana».

Conferma che ai Giochi gareggerà nei 400 stile, 100 dorso e 50 stile?

«Sì, in quest’ordine, sia dal punto di vista cronologico dal 2 al 4 settembre, sia nella priorità per importanza. La specialità chiave saranno i 400».

Farà altre gare prima della Paralimpiade?

«No, tanto allenamento a Brescia e poi un ritiro con la Nazionale dal 28 luglio a Ostia. In Francia arriveremo il 25 agosto e stavolta, a differenza di Tokyo, parteciperò anche alla cerimonia d’apertura del 28».

Gli Assoluti hanno dimostrato la crescita del movimento provinciale. È merito anche dei suoi risultati?

«È un onore essere un punto di riferimento e sono felice che gli altri mi stiano seguendo. Alessandro Conti è andato bene sia nei 150 misti sia nei 50 rana, ora incrociamo le dita e speriamo possa essere convocato per Parigi. Fare il viaggio con lui sarebbe fantastico. Tra i giovani segnalerei invece Tommaso Trecchi, ancora teenager ma sulla buona strada».

Cosa si augura per l’avvenire?

«Che la base si rinforzi e che tanti ragazzi e ragazze con disabilità possano approdare al nuoto paralimpico e vivere queste esperienze bellissime. Più aumentano i numeri, maggiori sono le probabilità di fare buoni risultati».

Intanto nell’immediato alcuni azzurri, pur in possesso del tempo minimo, rischiano di stare fuori da Parigi.

«Questo dimostra quanto sia elevato il livello della Nazionale. Non vorrei essere nei panni del dt Riccardo Vernole che deve decidere chi portare e chi lasciare a casa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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