Atletica, Rigali e l’inatteso crono «europeo» sui 60 metri

«Ancora non ci credo, mi ci vorrà un po’ per realizzarlo». Ventiquattr’ore dopo aver dato una scossa alla velocità azzurra, Roberto Rigali non ha ancora digerito la portata della sua volata sul rettilineo coperto di Ancona.
Lo sprinter camuno della Bergamo Stars ha stampato un sontuoso 6”62 nella finale dei 60 (dopo il 6”73 della batteria), migliorando il personale di sette centesimi e realizzando un crono inferiore allo standard per gli Europei al coperto di Istanbul. Eppure il bresciano non è sicuro di volare in Turchia a inizio marzo: «Al momento siamo in tre col minimo considerando anche Jacobs e Ceccarelli, tutto dipenderà dagli Assoluti. Se nessun altro centrerà il tempo, allora potrei essere convocato».
E pensare che dopo la batteria Rigali avrebbe voluto alzare bandiera bianca. «Nel riscaldamento ho avuto un problema alla schiena durante un balzo. Ho corso, male, la prima serie e avrei voluto fermarmi lì. Ma dovevo aspettare un mio amico ancora in gara, allora ho deciso di disputare in finale, senza aspettative». Galeotta è stata la corsia esterna, dalla quale Rigali si è disinteressato dei suoi rivali. «Quando ho tagliato il traguardo non avevo capito di aver vinto, ma il bello è stato vedere il tempo.
Sapevo di poter ambire a qualcosa di buono, ma 6”62 in quelle condizioni era impronosticabile». Invece si sono aperti inediti scenari nella carriera del 28enne velocista di Borno: «A Bergamo il club mi consente di vivere da professionista. Mi sono anche laureato in Massofisioterapia e ho ottenuto una borsa di studio per un master in Scienze motorie».
Attualmente Rigali, il cui primato sui 100 è 10”31, vanta il 12° crono stagionale europeo sui 60 e prima dei Tricolori tornerà in azione tra dieci giorni a Modena. «Jacobs mi ha scritto su Instagram, Tortu su WhatsApp. Spero di essere convocato per i raduni della 4x100 e tornare nel giro della staffetta».
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