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Atletica, Bonora e Kabo: giovani, sorridenti e olimpiche

Mario Nicoliello
Hanno cominciato a sfidarsi sulle piste della provincia sin dalle categorie giovanili e adesso si apprestano a vivere la prima avventura a cinque cerchi. Stanno ultimando il raduno delle quattrocentiste
Fatoumata Kabo e Alessandra Bonora al raduno di Pedrazzo - © www.giornaledibrescia.it
Fatoumata Kabo e Alessandra Bonora al raduno di Pedrazzo - © www.giornaledibrescia.it
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Giovani, sorridenti e olimpiche. Alessandra Bonora e Fatoumata Kabo hanno cominciato a sfidarsi sulle piste della provincia sin dalle categorie giovanili e adesso si apprestano a vivere in riva alla Senna la prima avventura a cinque cerchi. Non sono ancora sicure di gareggiare, ma a Predazzo stanno ultimando il raduno delle quattrocentiste con un obiettivo: essere schierate venerdì 9 agosto nella batteria della staffetta del miglio.

Tempi

«La partenza è fissata per il 6 agosto, quindi trascorreremo qui in Trentino ancora una settimana e poi torneremo a casa per preparare i bagagli. Essere convocata per i Giochi è stata una grandissima emozione, le Olimpiadi sono una cosa per poche elette. È un privilegio andarci. Sinceramente devo ancora realizzarlo, forse lo farò solo quando entrerò nel villaggio», racconta la ventitreenne Bonora, ormai in pianta stabile in Nazionale, con già due Mondiali (Oregon e Budapest) e altrettanti Europei (Monaco e Roma) nel curriculum.  «Mi aspettavo di essere convocata perché con i tempi corsi in stagione sono tra le prime otto quattrocentiste italiane e mi attendevo una convocazione di un gruppo allargato. Non è stata una sorpresa, ma per strappare il pass sono dovuta andare forte agli Assoluti. Nel raduno a Predazzo stiamo facendo tanto carico, per arrivare all’appuntamento clou in piena forma», spiega l’allieva di Maurizio Affò, residente in città e operativa tra gli impianti di Rodengo Saiano e Sanpolino. «Dal 2024 con l’ingresso nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle posso definirmi un’atleta professionista, quindi anche l’approccio agli allenamenti è cambiato. Non è più soltanto la mia passione, ma è diventato il mio lavoro. Sono più spronata, ma ho anche maggiori responsabilità». Finora in Nazionale nei grandi eventi ha collezionato più panchine che maglie da titolare, ma se a Parigi non dovesse essere schierata non sarebbe un dramma: «Sono già felice per la convocazione. Se mi scegliessero per correre sarei estremamente contenta, altrimenti un po’ di amarezza ci sarebbe, ma non più di tanta. Mi fa piacere condividere il raduno anche con Fatou, poiché siamo cresciute insieme e prima che partisse per l’America le nostre sfide erano frequenti».

Quello di Fatoumata Kabo è il volto nuovo del gruppo tricolore. La ventiduenne di Carpenedolo è all’esordio in Nazionale, una convocazione giunta dopo il quarto posto agli Assoluti della Spezia. «Sto vivendo un’emozione indescrivibile cominciata nel momento in cui ho ricevuto la lettera di convocazione. Sono stata a Roma a fare le visite mediche e dopo averle superate sono arrivata qui a Predazzo, dove mi sono unita al raduno con le compagne». Nata a Dakar in Senegal, Fatoumata è giunta a Carpenedolo, dove vivevano già i genitori, a dieci anni. Ha acquisito la cittadinanza ancora da minorenne e ha cominciato a fare atletica seguendo i consigli di Giovanni Tellaroli dedicandosi principalmente alla velocità: «A Carpenedolo disponiamo solo di un pistino da 120 metri, quindi è venuto naturale dedicarmi a 100 e 200». La svolta è arrivata dopo il diploma al liceo artistico di Guidizzolo: «Ho provato a entrare alla facoltà di scienze motorie in Italia, ma non ci sono riuscita. Così dopo un anno trascorso facendo lavoretti ho provato a giocarmi la carta degli Stati Uniti, richiedendo borse di studio per meriti sportivi. Dopo una lunga trafila, anche grazie all’aiuto di Daisy Osakue e Diego Pettorossi, sono stata accettata dalla Angelo State University di San Angelo in Texas, dove mi sono trasferita da gennaio dell’anno scorso per frequentare un Bachelor quadriennale in Fine Arts. Lì ho cominciato a correre i 400 per poter fare la staffetta col club e in una sola stagione ho migliorato di tantissimo il personale». Dopo l’exploit degli Assoluti Fatou, come la chiamano gli amici, non riteneva possibile il biglietto a cinque cerchi: «Ma adesso che sono qui posso dire di aver realizzato il sogno di una vita. Dopo i Giochi tornerò in America».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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