Aliverti-Merlo, successo da urlo in un’emozionante Winter Marathon

Alla fine avevano ragione entrambi. Il primo – fino a pochi chilometri dal traguardo – che diceva: «Si vince solo quando si arriva a Campiglio» e il secondo che alla partenza pronosticava: «La gara si deciderà alle ultime prove». E così è stato con la Winter Marathon – 540 chilometri e 14 passi dolomitici – risolta da un colpo di scena praticamente all’ultima curva. Con Edoardo Bellini e Roberto Tiberti che sbagliano l’ingresso ad una prova, calcolano male il countdown verso la fotocellula dei cronometri e gettano al vento la vittoria che sembrava cosa fatta dopo essere sempre stati in testa. E contemporaneamente regalano il successo ad Alberto Aliverti che con Yuri Merlo festeggia il terzo trionfo personale nella manifestazione. Secondi Turelli-Turelli, terzi Salvinelli-Salvinelli. Mentre Bellini-Tiberti scivolano addirittura al sesto posto.
Dispiacere
«Eravamo sicuri di avercela fatta e invece abbiamo sbagliato il conto alla rovescia; siamo arrivati prima sulla fotocellula e abbiamo preso cento penalità che ci hanno messo fuori gara. Non so davvero spiegarmi come sia stato possibile» ricostruisce Roberto Tiberti dopo la grande delusione. E il giorno dopo nessuno a Campiglio ha più visto il suo pilota, Edoardo Bellini. Ma c’è un perché. «Aveva un impegno di lavoro e già aveva anticipato che non sarebbe stato presente alle premiazioni. Certo – ammette il compagno di viaggio – è ripartito molto presto e decisamente molto deluso».
L’altra faccia

Di tutt’altro umore Alberto Aliverti, avvocato di professione, regolarista per passione e campione per la terza volta alla Winter Marathon. «Bellini è un amico e mi dispiace. È come se nel tennis uno avesse fatto un doppio fallo. Può capitare nelle gare di regolarità» spiega Aliverti quasi incredulo per un successo che alla sosta cena a Bolzano aveva di fatto consegnato a Bellini dicendo: «Io sono tra i migliori degli umani, lui è fuori competizione». E invece la costanza dell’equipaggio Aliverti-Merlo, e la forza di rimanere per tutta la gara sul pezzo ha cambiato l’epilogo già scritto.
«Io – prosegue l’avvocato originario di Sarnico – ho avuto il merito di rimanere in gara per tutto il percorso. Sono contento per quella che è la mia terza vittoria dopo quelle nel 2015 e nel 2017. La dedico a Mauro Costa, un amico fraterno che mi ha sempre seguito in questa gara e che non c’è più». E ieri mattina Aliverti ha consegnato personalmente un euro a chi – presente a Campiglio – alla vigilia lo provocava dopo i tanti secondi posti degli anni scorsi: «Ti manca sempre un euro per arrivare al milione».
Sorpresa
Scommessa vinta e per come si era messa la gara anche gli organizzatori sono rimasti sorpresi. «Sembra un errore banale e forse lo è, ma è capitato anche ad altri grandi della regolarità ed è la dimostrazione di come i centesimi in questo campo facciano alla fine la differenza» commenta il patron Roberto Vesco.
Sul laghetto ghiacciato
E anche l’ultimo atto della tre giorni motoristica si è risolto per una questione di centesimi. Sul laghetto ghiacciato di Madonna di Campiglio si sono infatti affrontati i primi 32 classificati che si sono sfidati percorrendo l’anello in 55 secondi. Chi si avvicinava al tempo stabilito passava il turno. In finale arrivano Turelli-Turelli e Aliverti-Merlo. Per quattro centesimi il trofeo va nelle mani dei Turelli, padre e figlio. «Abbiamo fatto una grande Winter e arrivare secondi con il cambio che ha fatto le bizze fin dalla prima sera è stato un miracolo. Vincere – concludono emozionati – sul laghetto ghiacciato è la ciliegina sulla torta». Una chiusura insomma degna di una Winter Marathon capace di regalare emozioni dalla prima all’ultima prova.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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