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IL LUTTO

Addio a Gigi Simoni, ex giocatore e tecnico del Brescia


Sport
22 mag 2020, 14:21
ADDIO A GIGI SIMONI

L'ex rondinella e allenatore del Brescia Calcio Gigi Simoni è morto all'età di 81 anni. Era malato da tempo. Nelle scorse ore la scomparsa all'ospedale di Lucca, dove era stato ricoverato per le conseguenze di un ictus sopraggiunto lo scorso giugno nella sua abitazione di San Piero a Grado, nel Pisano.

L'ex tecnico - che guidò decine di club italiani - tra i quali anche Inter, Lazio, Napoli, Genoa e Torino - dopo una discreta carriera da calciatore, ha avuto una lunghissima carriera sulle panchine di grandi club nel nostro Paese ma anche all'estero. Gli ultimi incarichi sono stati da dirigente con il Gubbio e da tempo pur continuando a seguire il calcio si era di fatto ritirato a vita privata.

Da giocatore ha vinto una Coppa Italia con il Napoli nella stagione 1961-62 e il campionato italiano di serie B con il Genoa nella stagione 1967-68. Più ricco il palmares in panchina dove ha vinto con la Cremonese la coppa Anglo italiana nel 1993, una Coppa Uefa con l'Inter nella stagione 1997/98, anno nel quale gli fu assegnata anche la Panchina d'oro come migliore allenatore italiano, e cinque campionati di serie B (tre con il Genoa e due con il Pisa).

Nel Brescia arrivò prima da giocatore (dal 1968 al 1971) e poi da allenatore (dal 1978 al 1980). Alle rondinelle lo legava anche un inconsueto record: quello di aver vinto un campionato di serie B da calciatore e uno da allenatore con il Brescia. Nel primo caso era la stagione 1968-69 e Simoni segnò 4 gol in 37 partite, mentre nel secondo era il campionato 1979-80, promozione della quale l’8 giugno ricorre il quarantesimo anniversario.

«Per me è stato una figura paterna - ricorda Gianni De Biasi -, la vittoria nel campionato ‘79-80 fu meravigliosa perchè partimmo male, ma finimmo alla grande». Nativo di Crevalcore (Bologna) ha giocato anche con Mantova, Napoli, Torino, Juventus e Genoa. Ha allenato anche Genoa, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torinoi, CSKA Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Celebre una sua scena in uno Juventus-Inter quando dopo un rigore non dato ai nerazzurri fu espulso e uscì dal campo gridando «vergogna» all’arbitro. Fu l’unico gesto di protesta in tanti anni di carriera.

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