Scuola

Pesciolinorosso entra nelle scuole: accordo col Ministero

La realtà nata dalla tragedia di una famiglia e diventata negli anni un punto di riferimento per migliaia di giovani
Emanuele Ghidini - © www.giornaledibrescia.it
Emanuele Ghidini - © www.giornaledibrescia.it
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Un dolore privato che si trasforma in impegno pubblico, fino a entrare nelle scuole italiane con il sigillo del Ministero. È da qui che prende forma il protocollo d’intesa firmato tra il Ministero dell’istruzione e del merito e la Fondazione Ema Pesciolinorosso, realtà nata dalla tragedia di una famiglia e diventata negli anni un punto di riferimento per migliaia di giovani.

L’accordo punta a «promuovere attività educative e formative tese a diffondere, fra le studentesse e gli studenti, i valori della legalità e della cultura del rispetto, allo scopo di prevenire fenomeni di disagio giovanile, dipendenze e comportamenti a rischio». Un impegno che si tradurrà in iniziative nelle scuole, con il coinvolgimento degli Uffici scolastici regionali e delle istituzioni scolastiche.

Al centro c’è la storia di Emanuele Ghidini, morto nel 2013. Da quel momento, il padre Gianpietro ha trasformato il lutto in una missione educativa, scegliendo di portare la testimonianza del figlio in tutta Italia. «Dopo la morte di Ema – viene ricordato – tutto era dolore», ma proprio da quella frattura nasce la decisione di «dedicare la sua vita ai giovani e alla loro crescita».

Negli anni il Pesciolinorosso è diventato una vera e propria comunità, capace di coinvolgere studenti, genitori e insegnanti. Oltre duemila incontri in più di cinquecento città, tra scuole, teatri e piazze, con un obiettivo chiaro: prevenire il disagio giovanile attraverso il racconto diretto, l’ascolto e il confronto.

Il protocollo rafforza e istituzionalizza questo percorso. Il Ministero si impegna a diffondere i contenuti dell’intesa e a favorire la partecipazione delle scuole, mentre la Fondazione realizzerà «progetti educativi volti a favorire la conoscenza dei fenomeni di disagio giovanile» e promuoverà attività su legalità, rispetto e cittadinanza attiva.

Tra i punti centrali anche la prevenzione delle dipendenze e il supporto ai giovani più fragili, ambiti in cui la Fondazione è già attiva con incontri, testimonianze e sportelli di ascolto. Non è previsto alcun costo aggiuntivo per le istituzioni: l’accordo avrà durata triennale e si inserisce nel quadro delle politiche educative legate all’educazione civica e al benessere degli studenti.

L’obiettivo, condiviso, è ambizioso ma concreto: costruire una cultura diffusa della responsabilità e della consapevolezza, partendo proprio dai più giovani. Perché, come dimostra la storia del Pesciolinorosso, anche dal dolore più profondo può nascere un messaggio capace di salvare altre vite.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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