La scatola salva-reperti porta alla gara nazionale la scuola media Catullo

Una scatola intelligente capace di proteggere i reperti archeologici durante il trasporto. Si chiama Strato-Box ed è il progetto con cui il team Cyber Crew della scuola media Catullo si è guadagnato l’accesso alla finale nazionale della First Lego League, in programma il 28 e 29 marzo a Palermo.
Un traguardo che già premia un lavoro costruito passo dopo passo, partendo da un problema concreto e arrivando a una soluzione reale.
La competizione è una sfida internazionale di robotica e innovazione che coinvolge studenti da oltre 110 Paesi. I partecipanti utilizzano piattaforme tecnologiche sviluppate da Lego per costruire e programmare robot autonomi, ma soprattutto sono chiamati a lavorare su problemi reali, sviluppando soluzioni concrete con un approccio ingegneristico. Ed è proprio qui che entra in gioco Strato-Box. Il team ha individuato una criticità ben nota agli archeologi: il rischio che i reperti più fragili si danneggino nel passaggio dallo scavo al laboratorio, una fase delicata quanto spesso sottovalutata. Da lì è partita la progettazione di un contenitore modulare capace di adattarsi all’oggetto da trasportare. All’interno è stato inserito un materiale in memory foam, che si modella sulla forma del reperto e lo mantiene stabile, riducendo al minimo urti e vibrazioni.

All’esterno, invece, la struttura è composta da moduli intercambiabili realizzati con stampa 3D, che permettono di costruire la scatola su misura, in base alle dimensioni e alle caratteristiche del reperto. Un sistema flessibile, pensato per garantire sicurezza e allo stesso tempo ottimizzare spazio e gestione durante le operazioni sul campo.
Il progetto è stato sviluppato seguendo tutte le fasi della progettazione ingegneristica, con il supporto di aziende del territorio bresciano, trasformando un’idea in un prototipo funzionante. Un lavoro che ha convinto la giuria e aperto le porte della finale nazionale. Ora la sfida si sposta a Palermo. In palio c’è l’accesso alle finali mondiali, dove la Cyber Crew potrebbe portare non solo il proprio progetto, ma anche un esempio concreto di innovazione nata sui banchi di scuola e sviluppata in dialogo con il territorio.
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