Scienza

Il laser compie cinquant'anni, ma allora nessuno lo comprese

Come tutte le grandi intuizioni della ricerca di base i contemporanei snobbarono la scoperta.
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Oggi lo si trova un po' dovunque, dalle linee telefoniche agli scanner dei supermercati, nei giocattoli, nei Dvd, nelle apparecchiature chirurgiche, fino ai dispositivi scientifici più avanzati. Eppure il laser esiste da appena 50 anni e l'anniversario della sua scoperta cade proprio domani.
L'esperienza di Malibu
Il 16 maggio del 1960, infatti, l'americano Thomas Maiman accese per la prima volta una luce laser nel laboratorio di ricerca della Hughes a Malibu in California, proiettando un punto rosso da un apparecchio da lui costruito ad un congegno fotosensibile.
Allora c'era la guerra fredda e la ricerca militare aveva la priorità, tanto che tra le prime realizzazioni vi furono la guida laser per le bombe di precisione usate in Vietnam. Ma da allora i laser sono diventati sempre più piccoli e potenti e soprattutto onnipresenti nella moderna tecnologia.
«Oggi lo diamo scontato come la ruota, una ruota invisibile», ha detto in una recente intervista Tom Baer del Photonics Research Center di Stanford, secondo cui la tecnologia laser «ha un impatto su almeno metà del prodotto lordo Usa».
«Tutta l'infrastruttura economica statunitense e non solo, si basa su dati trasmessi attraverso le fibre ottiche grazie al laser», sottolinea Baer. I laser hanno infatti avuto un impatto enorme sull'informatica e le telecomunicazioni e la fibra ottica ha rivoluzionato la trasmissione dei dati, tanto che le dorsali di rete di Internet utilizzano tutte questo tipo di connessione.
Altre aree dell'economia sono state ugualmente rivoluzionate dal laser. Cd, Dvd e più recentemente i Blu Ray utilizzano tutti testine laser. Taglierine e saldatori laser giocano invece un ruolo di grande importanza nell'industria manifatturiera. E la chirurgia, non solo oculare, effettuata con il laser, in grado di disintegrare anche singole molecole, è molto meno invasiva di quella col bisturi. I ricercatori sono anche convinti che le scansioni laser del Dna saranno fondamentali per lo sviluppo di tecnologie future in grado di decodificare il genoma umano a basso costo.
Bello, ma a che serve?
Ma agli inizi, nel 1960, nessuno sembrava riuscire a trovare applicazioni pratiche per il laser. «C'è voluto un po' prima che il laser diventasse qualcosa di più che uno studio accademico», afferma Jeff Hecht, autore di diversi libri sulla storia del laser e dell'ottica. La prima applicazione pratica risale al 1961 quando Charles Campbell e Charles Koester utilizzarono un laser per distruggere un tumore in un occhio di un loro paziente. E, nel 1965, James Russel inventò il laser compact disc, precursore dei moderni dispositivi ottici. Il primo codice a barre è stato invece letto in un supermercato nel 1974, mentre il primo cavo a fibra ottica transatlantico è stato posato nel 1988. Negli anni Novanta è stato poi realizzato una specie di «raggio della morte». Anche se non esistono (ancora) spade tipo Star Wars, su un Boeing 747 è stato montato un laser capace di surriscaldare il carburante dei missili balistici fino a farli esplodere a grandi distanza dai loro obiettivi.
La via del Nobel
Dalla sua invenzione il laser ha giocato un ruolo fondamentale nell'ottenimento di almeno 15 nobel per la fisica.
Ma la speranza più grande è quella di poter un giorno, forse non troppo lontano, usare il laser anche per la fusione dell'idrogeno.
L'invenzione del laser basata su di una suggestione che poi ha portato ad innumerevoli applicazioni pratiche ci porta all'attualità. La ricerca di base, infatti, persegue alcuni obiettivi sulla cui fruibilità nel quotidiano esistono ancora oggettivi interrogativi. Tra questi campi di ricerca possiamo annoverare la «dimensione extra», ovvero lo studio sulle nuove dimensioni.
A stimolare le previsioni in questo campo è l'avvio dell'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. I suoi esperimenti potrebbero rivelare che, oltre alle tre dimensioni dello spazio e al tempo, ne esistono altre. Tra le possibili applicazioni annoveriamo l'analisi dell'universo e della sua espansione e il «dominio» sulle fonti energetiche alternative.
Superconduttori e fusione
I superconduttori a temperatura ambiente sono la nuova frontiera dell'energia, in grado di garantire una grande potenza e potrebbero rivoluzionare radicalmente lo scenario energetico internazionale. Ricordiamo che i normali mezzi (i cavi) di trasporto dell'energia elettrica disperdono oltre il 40 per cento della forza.
Sempre in tema energetico c'è la sfida per la fusione nucleare. La ricerca è ancora a livello sperimentale, ma gli sforzi internazionali si concentrano su questa fonte di energia potente; il primo reattore potrebbe in Francia funzionare nel 2030.
Infine lo scenario si apre sui computer coscienti. Potrebbero essere la premessa per robot straordinariamente simili all'uomo e la cosa ci spaventa.

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