Scienza

Etologia/1. Test superato a pieni voti: la logica del mulo non fa una grinza

Lo studio effettuato da ricercatori inglesi rende giustizia a questi animali troppo spesso considerati (e davvero a torto) non particolarmente intelligenti

In tema di animali si dice che il cane è il miglior amico dell'uomo, ed allo stesso modo si può dire che il mulo è il miglior amico degli Alpini. Il mulo è un ibrido che nasce dall'incrocio tra un asino e una cavalla, mentre dall'incrocio tra un cavallo e un'asina nasce il bardotto.
I veci alpini che hanno avuto la possibilità di svolgere il servizio militare quando questo quadrupede veniva ancora utilizzato, prima del suo pensionamento avvenuto ormai oltre vent'anni fa, sanno bene che il mulo ha notevoli qualità, riconosciute in alcune delle pagine dei celebri scrittori e alpini Giulio Bedeschi e Mario Rigoni Stern, che mette in risalto anche i loro «grandi occhi pazienti e buoni».
Mentre negli Stati Uniti è stato progettato e costruito quale supporto per i soldati il mulo-robot, dotato di quattro zampe meccaniche e alimentazione a benzina, nel nostro Paese vivono un periodo di rinnovato interesse e sono al centro di una serie di iniziative muli e asini in carne e ossa.
La resistenza alla fatica, la capacità di adattarsi alla percorrenza di sentieri faticosi e scoscesi e la forza sono alcune delle caratteristiche di questo animale più conosciute: pochi invece sanno che il mulo è un animale dotato anche di capacità intellettive, decisamente superiori a quelle dell'asino e del cavallo.
A provarlo è stato uno studio realizzato dalle università inglesi del Sussex e di Canterbury, pubblicato due anni addietro sulla rivista scientifica Animal Cognition.
I ricercatori inglesi hanno svolto una serie di esperimenti che consistevano nel verificare, in alcuni esemplari di asini, cavalli e muli, la capacità di abbinamento di alcuni simboli visivi (in prevalenza figure geometriche quali ad esempio cerchi e quadrati) all'ottenimento di una carota come premio.
I simboli sono stati mostrati a coppie, e solo quello corretto dei due consentiva di ottenere la ricompensa.
La capacità di discriminazione dei muli è risultata decisamente superiore a quella dei cavalli e degli asini, confermando quello che i genetisti chiamano lussureggiamento degli ibridi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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