Antonia Mesina nasce nel 1919 ad Orgosolo, in provincia di Nuoro, seconda di dieci figli, da famiglia di condizione modesta. Aderisce alla Gioventù femminile dell’Azione Cattolica, prima come «beniamina», poi come socia effettiva. Il 17 maggio 1935, dopo la Messa, volendo aiutare la famiglia si dirige verso i campi, per raccogliere legna. Arrivata in una località chiamata Ovadduthai, viene improvvisamente aggredita da un suo compaesano, Giovanni Ignazio Catgiu, che cerca di abusarne. La ragazza reagisce con forza, scatenando l’ira del giovane che la uccide a colpi di pietra. Antonia Mesina è stata proclamata beata il 4 ottobre 1987 da Giovanni Paolo II.
Le sue spoglie sono venerate ad Orgosolo.
Si festeggiano anche: San Pasquale; Santa Restituta d'Africa, martire; Sant'Adrione, martire.


