Oggi si celebra san Paolo di Tebe

Vita misteriosa, quella di san Paolo di Tebe, asceta egiziano che la tradizione agiografica vuole essere il «primo eremita cristiano». Nato intorno al 228-230, avrebbe scelto l’isolamento dal mondo verso i vent’anni e sarebbe morto tra il 340 e il 341. Paolo non ebbe discepoli. Quanto conosciamo di lui ci è stato tramandato da san Gerolamo che, durante il proprio soggiorno nel deserto siriano, ne compose un racconto biografico, largamente fantasioso: si tratta del manoscritto intitolato «Vita Sancti Pauli».
Secondo tale ricostruzione, Paolo, durante la persecuzione degli imperatori Decio e Valeriano, sarebbe stato costretto a cercare rifugio nel deserto perché denunciato come cristiano dai suoi stessi familiari, che volevano così spogliarlo del suo patrimonio. Il giovane avrebbe trovato scampo nelle montagne della Tebaide, vivendo in una grotta vicino ad un corso d’acqua e ad un albero di palma, le cui foglie, intrecciate, gli avrebbero fatto da abiti.
Per oltre vent’anni Paolo si sarebbe nutrito solo di datteri, fino a quando un corvo cominciò a portargli ogni giorno un tozzo di pane: per questo in pittura è sovente ritratto vicino a tale volatile. Circa otto secoli dopo la sua morte, sorgerà in sua memoria l’«Ordine di San Paolo Primo Eremita», i cui esponenti sono detti «Eremiti di San Paolo».
Si festeggiano anche: san Gregorio di Nissa, vescovo; la beata Anna degli Angeli Monteagudo; san Guglielmo di Bourges.
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