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LA PUBBLICAZIONE

Le nostre «fabbriche-comunità» dove si creano valori condivisi

Redazione Web

Sala Libretti
3 mag 2022, 15:24
La presentazione del libro di Maurizio Zipponi in sala Libretti - Foto © www.giornaledibrescia.it

La presentazione del libro di Maurizio Zipponi in sala Libretti - Foto © www.giornaledibrescia.it

Erano valore condiviso anche la casa, la chiesa, la scuola, l’asilo, il bar e la trattoria: tutto questo, a Crespi d’Adda, è ancora là da vedere; così come in altri comuni della nostra provincia, dove il primo Novecento su questo tema ha fatto scuola negli anni in cui Roosvelt diceva «Abbiamo sempre saputo che l’incurante tornaconto non è etico; ora sappiano che nuoce all’economia». Di un nuovo valore condiviso si parla oggi, in linea con stagioni che presentano fenomeni inattesi nei quali si sommano le esigenze che imprese e collaboratori esprimono.

Il volume

Anche di questo scrive Maurizio Zipponi nel suo libro «Fabbrica-comunità» (edito Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 14 euro): un cross nei cambiamenti del lavoro che rimette «al centro dignità e creatività umana, ingredienti indispensabili per fabbriche - comunità prospere e, proprio per questo, competitive».

La presentazione

In un incontro moderato con competenza da Laura Bergami, il libro dell’ex segretario Fiom, e nel 2006 parlamentare di Rifondazione, è stato presentato al Giornale di Brescia (qui è possibile vedere la registrazione integrale). L’autore - oggi consulente d’impresa - riprende tre esperienze di advisory che l’hanno visto impegnato in questi anni nel gruppo di Alberto Volpi, nella Mondini di Cologne e nel gruppo Camozzi. Dove sta il valore condiviso in ciascuna di queste tre imprese? Sono tre le diverse formulazioni emerse, tangibili e intangibili, anche se l’intangibilità oggi può diventare straordinaria concretezza domani: Alberto Volpi, i cui 750 collaboratori lavorano nella «catena alimentare» del gruppo, guarda agli aiuti alla spesa, alle nuove famiglie, alla prima casa, ai neogenitori, all’assistenza domestica, alla formazione, piuttosto che a contributi per la salute o per il ritorno ai paesi d’origine. Nel dibattito l’ex vice presidente di Aib parlerà dell’idea di comunità come «di un fondamento e di un concetto che ci appartiene».

Gli esempi

Nella Mondini di Cologne - che produce impianti per imballaggi sostenibili che fornisce anche a Volpi - il progetto è invece quello dell’affinamento di un’impresa metalmeccanica, introducendo in azienda colloqui e questionari costruiti, e poi letti, da uno psicologo, proponendo un’indagine (anonima) interna in cui, sulla base di indicazioni di soluzioni e cambiamenti ci sarà quindi un’analisi collettiva delle proposte per «migliorare il benessere in un’azienda moderna, di cui ognuno si senta parte, un’impresa» che diventi sempre più comunità.

In una città come Milano, in cui le fabbriche sono scomparse, Ludovico Camozzi ha riportato il manifatturiero aprendo l’ex Lambretta. L’attuale Innse si aprirà al Politecnico e all’Istituto italiano di tecnologia dove (come in Austria, in cui gli atenei hanno grandi spazi a loro disposizione in fabbrica) l’università potrà costruire il prodotto. In riva al Lambro «arriveranno - dice nel libro Ludovico Camozzi - 130 studenti e ricercatori universitari in biotecnologie e nanotecnologie»...cui sarà offerta «la possibilità di arrivare al prototipo mettendo a disposizione macchine e competenze».

Il dibattito

Denominatore comune tra i discussant - come hanno detto sia l’ex ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, che il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - è stata la «non sostenibilità dello scostamento di bilancio», questione non solo contabile, ma politica. Altro peso - a noi prossimo - quello dell’inflazione, questa volta da costi, forma insidiosa perché di difficile rimedio «andando ad impoverire - ha detto Maurizio Zipponi - le buste paga».

Comunità

Il concetto di comunità è stato il filo conduttore del pomeriggio così come «il sistema di integrazione tra aziende e società che - ha ricordato Franco Beretta - in Valtrompia è attivo da diverse generazioni e che nel tempo è stato reinterpretato» e riadattato. Tre i passaggi conclusivi, ma significativi, della discussione: di Ettore Prandini - che ha sottolineato «la fatica delle imprese a trovare personale», in una società (sintetizziamo) in cui gli incentivi al non lavoro dovrebbero esser stornati alle imprese per buste paga più alte; di Francesco Boccia quando ha detto che «salute e scuola saranno diritti fondamentali che non potranno esser tagliati» e di Maurizio Zipponi quando ha ricordato che «pochi intellettuali oggi fanno la fatica di studiare i processi del lavoro».  

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