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Ingegneria, così decollano le tesi di laurea 


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25 ott 2015, 20:16

La University College Cork e Ibm Research in Irlanda, la Nasa Ames Research Center e la University of British Columbia negli Stati Uniti, la University of Kitakyushu e la Shinshu University in Giappone, il Birkeck College ed Imperial College in Gran Bretagna, e ancora Hungarian Academy of Sciences in Ungheria.

Questi i nomi delle Università e degli enti di ricerca tra i più prestigiosi sulla scena mondiale, dove undici ragazzi iscritti a Ingegneria Informatica presso l’Università degli studi di Brescia hanno svolto in prima persona lavori di ricerca inerenti al loro corso di studi, con la conseguente realizzazione della tesi di laurea.

Ad aver avuto questa grande opportunità sono stati: Mattia Rizzini, Massimo Bono, Francesco Bocchi, Ilaria Martinelli, Dario Pellegrini, Davide Bonusi, Piero Dotti, Paolo Guglielmini, Marco Maddiona, Valerio Volpe e Maurizio Zucchelli.

«Nel giugno del 2013 sono venuto a conoscenza di questa grande opportunità da un ragazzo che aveva già fatto questa esperienza - commenta Massimo Bono - quando è arrivato il momento di scegliere l’argomento della tesi, il professor Gerevini mi ha proposto di realizzare il lavoro di laurea sull’attività di ricerca che avrei svolto alla Nasa, ente di ricerca statunitense di massimo prestigio mondiale, e non ho potuto fare altro che accettare l’offerta».

«La collaborazione tra centri di ricerca e università - ci spiega Alfonso Emilio Gerevini, professore del corso di Sistemi di Elaborazioni delle informazioni, presidente del consiglio di corso di studio aggregato in Ingegneria Informatica e coordinatore dottorato di ricerca in Ingegneria Informatica e Automatica- è nata a partire da interessi scientifici condivisi da alcuni docenti e ricercatori del nostro ateneo e ricercatori di questi centri/università esteri. Le basi per l’attività sono state gettate in occasione di convegni scientifici internazionali».

I ragazzi confessano che non hanno riscontrato particolari difficoltà né con la lingua inglese, né con l’attività di ricerca, e consigliano agli studenti di approfittare delle proposte universitarie per esperienze all’estero.

«Dovrebbero farlo tutti!- esordisce Dario Pellegrini, uno studente che ha avuto la fortuna di fare quest’esperienza formativa- in una scala da uno a dieci valuto questa esperienza col massimo dei voti, perché mi è stata utile per il miglioramento della lingua inglese, per i rapporti sociali e per il lavoro di ricerca all’Imperial College. Sono dell’idea che acquisire un’esperienza all’estero è molto importante per un futuro ingegnere, e un paese anglosassone è il luogo migliore per farlo».

Quasi tutti gli undici ragazzi hanno discusso la loro tesi tra febbraio e marzo 2015 ottenendo un punteggio altissimo: «La maggior parte di questi studenti- commenta Gerevini- ha ottenuto una votazione di 110/110, dandoci grande soddisfazione».

Dopo questa esperienza di vita all’estero i ragazzi sono ancor più motivati ad affrontare il mondo del lavoro che per loro è ormai alle porte.

Anna Parma

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