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ASTRONOMIA

La nuova foto di un buco nero a 55 milioni di anni luce


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26 mar 2021, 06:40

Gli scienziati si sono spinti fin quasi al limite invalicabile di un buco nero: sono riusciti a scattare la prima foto del suo campo magnetico, sbirciando sul bordo di uno di questi mostri cosmici, quello che dimora al centro della galassia M87, distante 55 milioni di anni luce. È lo stesso buco nero della prima foto storica del 2019.

A realizzare il nuovo scatto da record, ancora una volta, i ricercatori della collaborazione Event Horizon Telescope (Eht), che comprende più di 300 studiosi. Il nuovo risultato è pubblicato in tre studi sulla rivista Astrophysical Journal Letters e ha una importante partecipazione italiana, con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Lo studio del campo magnetico del buco nero di M87 aiuterà a capire come questo mostro cosmico, alla cui attrazione gravitazionale nulla può sfuggire, compresa la luce, produce getti energetici di particelle così potenti da estendersi per migliaia di anni luce oltre la galassia che lo ospita. La nuova foto mostra, in particolare, striature che hanno permesso ai ricercatori di mappare le linee del campo magnetico presenti sul bordo del buco nero di M87.

I ricercatori di Eht hanno raggiunto questo risultato collegando 8 telescopi in tutto il mondo, tra cui le 66 antenne del radiotelescopio Alma (Atacama large millimeter/submillimeter array) dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). Hanno, così, ottenuto un telescopio virtuale delle dimensioni della Terra, la cui risoluzione è così elevata da eguagliare quella necessaria a misurare dalla Terra un oggetto grande come una carta di credito sulla Luna.

Il 10 aprile 2019 i ricercatori di Eht avevano reso pubblica la prima foto di un buco nero: mostrava una struttura luminosa ad anello con una regione centrale scura, l'ombra del buco nero. Adesso, si sono spinti oltre, ottenendo una nuova immagine dello stesso buco nero e della sua ombra in luce polarizzata, che permette di capire meglio la fisica dietro l'immagine del 2019.

Nello stesso modo in cui gli occhiali da sole polarizzati aiutano a vedere meglio riducendo i riflessi e l'abbagliamento dovuto alle superfici brillanti, i ricercatori di Eht possono, infatti, rendere più nitida la loro visione della regione intorno al buco nero, osservando come sia polarizzata la luce che ne fuoriesce. «Possiamo dire di avere aggiunto un'altra pagina alla fisica dei buchi neri. Nessuno era stato in grado di arrivare così vicino all'orizzonte degli eventi finora», spiega all'Ansa Mariafelicia De Laurentis, dell'Università Federico II di Napoli e dell'Infn, e membro del Consiglio scientifico di Eht.

Il gruppo di Eht punta ora a immortalare il buco nero al centro della Via Lattea, Sagittarius A*. «Stiamo lavorando intensamente e ci siamo quasi: quest'anno finalmente potrete vederlo in tutto il suo splendore», annuncia De Laurentis. «Fare una fotografia di questo oggetto è, però, più difficile. Ci sono diversi problemi: il primo è che la nostra galassia contiene molto gas e polvere al centro. Altra questione è che il suo buco nero è più piccolo di quello di M87. Infine - conclude - il buco nero della Via Lattea è più variabile, perché la materia che vi cade lo fa in modo turbolento, e questo dà vita a un'immagine che cambia frequentemente».  

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