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Scienza

LA RICORRENZA

Agosto ’75, al Villaggio Sereno la scoperta della stella «nova»


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31 ago 2020, 06:40
Stelle nel cielo, orizzonti da esplorare - Foto © www.giornaledibrescia.it

Stelle nel cielo, orizzonti da esplorare - Foto © www.giornaledibrescia.it

Sono trascorsi nove lustri dalla scoperta astronomica di un gruppo di adolescenti bresciani avvenuta il 30 agosto 1975. Si accorsero che sopra le loro teste era apparsa una stella «nova». Così erano state chiamate nel passato queste stelle apparentemente nuove. In realtà la loro inaspettata apparizione era dovuta ad un repentino aumento di splendore. Da oggetti visibili al telescopio diventano in breve tempo accessibili ad occhio nudo.

Quattro giovani tra i 16 ed i 17 anni (Paolo Nastasio, Silvio Togni e Mauro Damiani, oltre a chi scrive) già da mesi avevano l’abitudine di trovarsi nel parco del Villaggio Sereno, il quartiere in cui vivevano, per andare a zonzo tra le stelle, con l’aiuto del binocolo e dell’atlante celeste, alla ricerca di ammassi, nebulose e galassie. Quando arrivava il buio il loro sguardo volgeva all’insù. Quella notte bastano pochi istanti per rendersi conto che vicino alla stella Deneb, nella costellazione del Cigno, appare qualcosa che sull’atlante non c’è. Ha l’aspetto di una stella vistosa che eguaglia quelle di seconda grandezza. Non è un corpo errante planetario, neppure una cometa.

Anni ’70: la copertina di un bollettino del Gruppo Astrofili Villaggio Sereno - Foto © www.giornaledibrescia.it

Allora non c’era Google e nessuna fonte a disposizione per avere immediate risposte. L’unica soluzione è quella di contattare Alvero Valetti, direttore della Specola Cidnea del Castello di Brescia. Così l’indomani viene redatta una dettagliata relazione, con la stima della luminosità apparente dell’oggetto e le sue coordinate celesti. Viene inoltre disegnata a mano una cartina che indica la posizione della «nova» accanto all’ammasso stellare M39. Da queste note il professor Valetti ricava un articolo, corredato dalla cartina, pubblicato dal Giornale di Brescia. L’articolo uscirà proprio dopo l’annuncio in televisione della comparsa della «nova».

Il direttore della Specola aveva suggerito ai giovani astrofili di comunicare la loro osservazione al centro americano di Cambridge che a livello mondiale raccoglieva le scoperte astronomiche, ma nelle due notti precedenti al 30 agosto, purtroppo nuvolose a Brescia, un appassionato giapponese aveva già individuato l’oggetto (chiamato Nova Cygni 1975) diventandone lo scopritore ufficiale. Poco importa.

Il premio arrivò comunque perché il Gruppo Astrofili Villaggio Sereno, che muoveva i primi passi, da allora cominciò una stretta relazione con la direzione dell’Osservatorio comunale. Infatti la biblioteca di astronomia della Specola sarebbe stata trasferita al Museo di Scienze Naturali di via Ozanam dove arrivarono per la prima volta anche gli astrofili. Ottennero il loro primo incarico come addetti al servizio di prestito dei libri di astronomia e iniziarono ad animare una sede museale che per decenni, come accade ancora oggi, ha potuto ampliare le proprie attività grazie al contributo dei «cittadini scienziati» appassionati di diverse discipline, naturalistiche ed astronomiche.

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