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LA STORIA

Cento anni di Moto Guzzi: film di una storia che parla bresciano


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15 mar 2021, 23:30
Moto Guzzi - Il coraggio di andare oltre

Spicca da Brescia il lungo volo dell’aquila di Mandello del Lario della Moto Guzzi: cento anni di storia che celebriamo oggi nel nome di uno dei marchi motociclistici più rinomati e celebrati d’Italia e della sua aquila dorata ad ali spiegate, dietro la quale tecnologia, innovazione e primati sportivi si sono fusi, creando una leggenda e una tradizione che ha superato ormai da molti decenni i confini nazionali.

Un lungo volo, dunque, che parte da Brescia, perché Giorgio Parodi e Carlo Guzzi, fondatori della Casa di Mandello nel 1920, poi diventata a Genova «Moto Guzzi - Società Anonima»  il 15 marzo del 1921, vollero l’aquila per celebrare la loro appartenenza agli aviatori della Regia Marina ma anche e soprattutto per ricordare «l’aquila caduta», ovvero l’amico e commilitone Giovanni Ravelli, pilota ed aviatore bresciano morto a seguito delle gravi ferite precipitando con il suo aereo sulla spiaggia di Venezia l’11 agosto del 1919, a seguito di un guasto del motore del suo Sva da caccia.

I tre amici, durante gli anni avventurosi della Prima Guerra mondiale avevano intrecciato le loro vite e le loro storie cullando per il dopoguerra un sogno, ossia di superare, producendo una motocicletta nazionale, tutti i limiti che la produzione motociclistica internazionale lamentava, con le grandi case estere che la facevano da padrone in tutte le gare internazionali, ma con prodotti distanti dal concetto di affidabilità e di garanzia di funzionamento negli anni a cui erano gli aviatori erano imbarcati sui loro precari velivoli. 

Il progetto dei tre amici era semplice e affascinante allo stesso tempo, nonostante le evidenti difficoltà dettate dalla guerra che stava ormai volgendo al termine e l’imperversare dell’influenza Spagnola che si sarebbe spinta ad accendere focolai di infezione fin oltre il 1920: l’idea era di produrre entro i confini nazionali una motocicletta che per sua natura fosse un mezzo avveniristico, con grandi contenuti tecnologici, lavorazioni esclusive e grandi dote di resistenza e garanzia di durata nel tempo come era stato concepita dal motorista Carlo Guzzi.

In sostanza la sfida era nel produrre con costi accettabili seppur non rivolta alla massa, una motocicletta di serie di media cilindrata – almeno 500 centimetri cubici – in grado di trasportare anche due persone e superare agevolmente e senza problemi i valichi alpini senza panne o affaticamento meccanico.

La risposta tecnica era data dalle concessioni aeronautiche sviluppate da Carlo Guzzi come motorista, assunto prima alla Singer di Milano, quindi nello stabilimento meneghino della Isotta Fraschini dal 1909 e per questo arruolato, allo scoppio della guerra, come motorista degli idrovolante a servizio della Regia Marina col grado di maresciallo motorista distaccato alla Base Miraglia di Grado.

Il sogno dei tre amici si concretizzò all’indomani della fine della guerra, con la costituzione il 15 marzo 1921 della «Società Anonima Moto Guzzi» con sede a Genova ma stabilimento produttivo a Mandello del Lario.  

Per celebrare i 100 anni dell’anniversario l’Automotoclub Storico Italiano ha presentato l’anteprima del docufilm intitolato «Il coraggio di andare oltre». Un progetto ideato dagli appassionati Massimo Zavaglia e Bruno Nava, prodotto da Alboran e patrocinato dal Comune di Milano, che è stato svelato nel corso di una diretta streaming sui canali web di ASI.

«Il coraggio di andare oltre» (scritto da Laura Motta e diretto da Maurizio Pavone) è il racconto della vita dei tre uomini che hanno dato origine al mito della Moto Guzzi: Giorgio Parodi, Carlo Guzzi e Giovanni Ravelli. È la storia di un legame fraterno dal quale è nato, negli anni difficili del primo dopoguerra, un progetto divenuto realtà imprenditoriale di successo, che ha scritto pagine importanti della storia motociclistica italiana e mondiale.

Moto Guzzi non è solo un marchio che identifica motociclette belle, veloci, tecnicamente all’avanguardia e protagoniste di vittorie sportive memorabili. È l’espressione della storia umana e professionale di chi ha reso possibile la realizzazione di un obiettivo comune agli uomini che hanno associato il proprio nome a quello dell’azienda di Mandello del Lario.
È questa la forza del messaggio trasmesso da «Il coraggio di andare oltre»: un’avventura densa di emozioni e dettagli che forse non tutti conoscono, raccontata attraverso preziose testimonianze dei veri protagonisti. I nipoti dei fondatori, i figli degli ex dipendenti, i giornalisti e gli storici del marchio.


 
«Il coraggio di andare oltre» ha poi nobili finalità sociali e solidali. Tutti i proventi derivanti dalla distribuzione del docufilm saranno devoluti in beneficienza all’Associazione Le Vele Onlus di Pioltello (Mi), impegnata nell’accoglienza e nel sostegno dei nuclei familiari più fragili per tutelare il benessere dei figli.

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