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«I duellanti»: analisi del rapporto tra Italia e Francia


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8 set 2019, 12:56
Il quadro di Jacques-Louis David raffigurante Napoleone Bonaparte - © www.giornaledibrescia.it

Il quadro di Jacques-Louis David raffigurante Napoleone Bonaparte - © www.giornaledibrescia.it

Due Paesi fratelli che però, da secoli, non perdono occasione per combattersi, e non solo con le parole. Dal massacro di francesi per mano del popolo siciliano che pose fine alla crudele occupazione dell'Isola al tentativo di De Gaulle di capitalizzare il ruolo di potenza vincitrice del secondo conflitto mondiale con l'annessione della Valle d'Aosta, al drammatico capitolo delle violenze dei soldati franco-marocchini che risalirono l'Italia, a partire dal 1943, seminando il terrore, sino ad arrivare ai raid dei grandi finanzieri francesi che si sono accaparrati molti dei più prestigiosi brand italiani. Tra le cose che, ciclicamente, tornano ad occupare porzioni più o meno piccole di giornali e notiziari televisivi ci sono certamente le beghe tra Italia e Francia, quasi che i due Paesi, che spesso si etichettano - parlando dei relativi rapporti - come fratelli, non abbiano di meglio da fare che attaccarsi l'un l'altro. E non è cosa che accade da oggi o ieri, ma si rifà ad un sistema di relazioni che, da tempo immemore, sembra essere improntato alle recriminazioni, alle accuse, alla ripicche, agli sgarbi, a godere dell'altrui sconfitta.

È partendo da questa considerazione che è nato «I Duellanti» (Intermedia Edizioni di Isabella Gambini) che il suo autore, Diego Minuti, ha concepito non come un libro di storia o di analisi geopolitica, ma semplicemente con una narrazione, lieve o anche dai toni drammatici, a seconda degli episodi trattati, con cui ha voluto fornire al lettore elementi utili per formarsi un'idea anche in alternativa con il racconto che viene fatto di questi rapporti controversi, ma anche pronti ad tingersi di concordia.
Non seguendo un filo temporale o per argomenti, Diego Minuti, che ha messo a frutto la sua militanza nel giornalismo, prima alla Gazzetta del Sud e poi un lunga carriera all'Ansa racconta fatti che hanno contribuito a determinare tensione nei rapporti tra Roma e Parigi. Ed anche, per meglio dire, tra la Roma che si apprestava a diventare imperiale e l'insieme di tribù che abitavano quel che è oggi il territorio francese.

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