Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}
Libri

IL VOLUME

«Fuochi fatui» contro il grigio dell’inquinamento pandemico


Passioni
Libri
19 dic 2020, 06:00
«Fuochi fatui» di Gian Mario Andrico -  © www.giornaledibrescia.it

«Fuochi fatui» di Gian Mario Andrico - © www.giornaledibrescia.it

Bisogno di verità, la necessità di recuperare il mondo dell’insondabile, da contrapporre ad una realtà fredda e concreta, voglia di poesia quindi. Gian Mario Andrico nella raccolta di aforismi «Fuochi fatui» (introduzione di Franco Piavoli, illustrazioni tratte dalle opere di Giulio Mottinelli; da oggi in edicola con il Giornale di Brescia, a 5,90 euro più il prezzo del quotidiano) lamenta «il grigiore diffuso che abita l’umanità - scrive nella presentazione il regista Franco Piavoli - così come la Terra dall’umanità abitata...

L’inquinamento è pandemico ed è penetrato nelle coscienze. Il suo morso non risparmierà niente e nessuno». Continua Piavoli: «In questo volume l’Autore prosegue e approfondisce la linea di pessimismo cosmico che ha caratterizzato molte delle sue opere precedenti, e lo fa con pochi essenziali versi, con sintesi estrema, la stessa sintesi che la poesia concede rispetto alla prosa. Andrico lascia poco spazio a riflessioni ottimistiche, non vede sulla porta di casa Oracoli parlanti, o Maestri in grado di dare lume al futuro che verrà, come in "Apocalisse", o il pezzo intitolato "Il rimprovero". Sono tante - continua Piavoli nella presentazione del volume - le poesie-aforismi in cui lo scrittore sottolinea il male di vivere, e lo fa con sintetico e struggente metodo e modo. Eppure, a volte, basta un "Fuoco fatuo" per accendere la speranza, per riaccendere sotto il moggio la voglia di momenti felici. Basta, ad esempio, il brano intitolato "Sempre", posto in prima pagina, a risollevarci splendidamente dall’incubo della composizione che lo precede: terribile e apocalittica. Recita: "Il fico sul campanile ha la forza della tenacia/ Il fiore sbocciato sopra i capitelli romanici sostituisce l’opera distruttrice dell’incuria./ L’erba vetriola fiorita su rudere dal piede a scarpa ricorda il germe della rigenerazione, che vince/ Sempre". E ancora: "È felicità star bene radicato nella tua terra/ Condensare, in pochi fatti, riflessioni sull’umana esistenza/ La consolante sapienza d’essere goccia nel mare della vita. Pochi versi, poche parole - dice Piavoli- per riuscire a risollevarsi dall’umana miseria... E quando le paure prendono corpo, anche solo quello di un fantasma, Andrico sa trasformarle in patrimonio collettivo...».

Scelta dei dettagli. Poi c’è la scelta dei dettagli, tratti da opere del pittore camuno Giulio Mottinelli, particolari "rubati" a opere enormi, che qui diventano altro, ad accompagnare con sintonie ben alte, ben vere, i testi. Negli ingrandimenti di Mottinelli pare di poter grattare la trama della tela, ove l’Artista dipinge legno e roccia, cieli e nuvole, rapaci notturni e diurni, e impronte misteriche, osservate dall’ombra di una saggia e antica quercia.

Articoli in Libri

Lista articoli