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Gnutti: «Pnrr e digitale aprono sfide epocali per un turismo di qualità»


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Obiettivo PNRR
10 mag 2022, 06:00
Lago di Garda: una veduta dal centro Aquaria di Sirmione - © www.giornaledibrescia.it

Lago di Garda: una veduta dal centro Aquaria di Sirmione - © www.giornaledibrescia.it

Digitalizzazione, sostenibilità, mobilità, infrastrutture, ma anche turismo. L’industria delle vacanze è una delle attività chiave per il rilancio del Paese: i fondi messi a disposizione dal Pnrr ammontano a 2,4 miliardi. Settore strategico, che sta vivendo un periodo particolarmente delicato: nel 2020 la pandemia ha innescato la peggiore crisi di mercato degli ultimi 70 anni; ora la guerra, che rischia di compromettere la stagione turistica, proprio quando gli operatori si stavano risollevando.

«Il momento è delicato: la crisi in Ucraina ha innescato un’impennata dei prezzi energetici e delle materie prime, anche alimentari, con incrementi di costi diretti e indiretti difficilmente sostenibili. A ciò si aggiunge il paradosso rappresentato dalle enormi difficoltà nel reperimento di personale, con distorsioni create dai meccanismi del Reddito di cittadinanza che, in spregio ai contratti di lavoro, hanno dato vita a forme di parziale o spesso totale lavoro in nero».

L’imprenditore Giacomo Gnutti è presidente e amministratore delegato di Terme di Sirmione, primo operatore termale a livello nazionale per numero di cure erogate e tra le realtà più poliedriche ed innovative che spaziano dalla salute e benessere all’ospitalità fino al golf. Il Covid sembra aver segnato una linea di demarcazione tra «un prima» ed «un dopo».

Cosa è cambiato?

«Dobbiamo prendere atto dei profondi cambiamenti indotti o accelerati sul mercato, che non saranno temporanei: mi riferisco alla propensione digitale nei consumi; la diffusione del lavoro da remoto con la conseguente ibridazione tra lavoro e luogo di vacanza; la forte ripresa della dimensione famigliare e di villeggiatura che si era diradata negli ultimi decenni; la consapevolezza del valore della sicurezza e del distanziamento destinata a perdurare».

Quali sono le conseguenze?

«Gli scenari di crisi internazionale influenzano inevitabilmente la clientela di lungo raggio che si manterrà più labile e mutevole. La diffusione dello smart working e dei meeting on line, ha prima azzerato e poi sensibilmente ridotto i viaggi di affari e l’attività di fiere e congressi, questo impone per tutti gli operatori un riposizionamento».

Cosa intende dire?

«Il lago di Garda, e Sirmione in particolare, godono di un vantaggio competitivo territoriale innegabile. Ma pensare che questo privilegio originale di cui beneficiamo, senza averne particolare merito, sia sufficiente alla perennità delle imprese sarebbe un grave errore».

Quindi, quale strategia attuare?

«Trovo le opportunità del Pnrr particolarmente sfidanti. Occasione unica e irripetibile per dotarci di risorse e attuare progetti a tutti i livelli. Soprattutto nella loro dimensione di innesco, come acceleratore di investimenti strutturali per generare crescita economica e sviluppo, rendendo più competitivo il turismo italiano e il sistema Paese».

Quali i principali nodi e inefficienze da risolvere?

«Paghiamo la polverizzazione del sistema delle imprese turistiche, che va di pari passo con una governance spezzettata a livello regionale. Questo non facilita di suo evoluzioni coordinate dell’offerta turistica, delle proposte e dell’approccio ai mercati».

Come crede si possa intervenire?

«Servirebbe un vero e proprio tagliando di revisione ed efficienza legato al Titolo V della Costituzione per favorire la competitività del sistema delle imprese; serve una politica unitaria su un settore che rappresenta comunque ben oltre il 10% del Pil e che rapidamente tornerà a confrontarsi - superata la pandemia - a livello globale e planetario».

Fare sistema: il Pnrr prevede la creazione di un Digital Hub dedicato al turismo, è questa la strada?

«Il Tourism Digital Hub potrebbe essere uno strumento decisivo per meglio raggiungere il cliente e permettergli di comprare facilmente la vacanza nel nostro Paese, dall'altro consentirebbe alle realtà sul territorio di apprendere esigenze, interessi e comportamenti dei turisti, tarando di conseguenza l’offerta. A oggi il coinvolgimento del sistema delle imprese su questo progetto è debole».

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Da una parte i grandi operatori, dall’altra i piccoli: come coniugare esigenze diverse?

«Ci si deve muovere in modo aggregato, facendo sistema per uscire dalla crisi più competitivi e più forti. Ma attenzione, sarebbe un errore vedere il Pnrr come un mero sostegno per tornare alla situazione ante pandemia: dobbiamo, tutti insieme, far evolvere la nostra offerta e il nostro modo di dialogare con i clienti e esaudire le loro esigenze e aspettative: il digitale è un potentissimo mezzo, ma di per sé non certo da solo una soluzione».

Tre assi prioritari per fare crescere il turismo?

«Partirei dalla digitalizzazione, con infrastrutture che permettano una vera organizzazione customer centric, un sistema condiviso e fruibile senza barriere; dobbiamo puntare sulla soddisfazione del cliente, offrire un valore aggiunto reale legato ad una logica esperienziale di livello; infine la formazione, strategica per contrastare il calo della qualità dei servizi, allontanando logiche opportunistiche e di cassetto che non fanno crescita strutturale».

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