Economia

A Brescia 34 milioni per riqualificare scuole ed asili

Il presidente Deldossi: «Investire sull’edilizia scolastica è un passo verso il progresso»
scuola (archivio) - © www.giornaledibrescia.it
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Investire sull'edilizia scolastica è il primo passo verso il progresso della società. Ne è fermamente convinto il leader di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi, che non a caso definisce come «molto significativo» che nell'ambito del Pnrr le prime iniziative avviate abbiano riguardato proprio il mondo della scuola e della formazione. Se nel Bresciano, ad oggi, sul piatto ci sono 20 milioni di euro per la messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici ed ulteriori 14 milioni per asili nido e scuole dell'infanzia, a livello nazionale sono stati fino ad ora stanziati complessivamente 17,59 miliardi, di cui 12,1 per le infrastrutture e 5,46 per le competenze.

«Sul fronte delle competenze - dice Deldossi - è necessario agire in fretta, perché vi sia un allineamento tra le competenze acquisite durante il percorso scolastico e lo sbocco professionale, vale a dire l'occupabilità».

La strategia

Per quanto attiene invece l'infrastrutturazione, per il presidente del Collegio dei costruttori bresciani, la priorità è fornire strutture adeguate allo sviluppo delle nuove generazioni. «Per troppo tempo l'edilizia scolastica in Italia è stata ferma - tira corto -.Con tale premessa è chiaro perché individuare una strategia per la rigenerazione delle strutture rappresenti un nodo focale nel Pnrr. Il nostro auspicio come Ance - prosegue - è che le risorse siano inserite in una strategia unitaria, nella quale le scuole diventino uno strumento per attuare politiche urbane».

Ecosistema scuola

Del resto, i report in materia parlano chiaro. Nel XXI rapporto «Ecosistema Scuola» di Legambiente, che analizza lo stato di salute degli edifici scolastici di 87 comuni capoluogo italiani, si nota che - se sul fronte dell'efficientamento energetico, grazie anche al provvedimento del Superbonus 110%, qualcosa si è mosso - su quello della sicurezza resta ancora molto da fare.

Nel campione degli edifici in zona sismica 1 esaminati, infatti, solo il 20,2% risulta progettato o adeguato alla normativa antisismica, mentre per quelli della zona sismica 2 la percentuale scende addirittura al 10,6%. I dati sono confermati anche dall'Anagrafe dell'edilizia scolastica: se il patrimonio edilizio scolastico italiano è composto da oltre 40.000 edifici attivi, più della metà risulta costruita prima dell'emanazione delle norme antisismiche (1974) e il 43% situato in zone ad alto rischio sismico (1 e 2). Solo il 58% degli edifici, inoltre, è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici.

«Se a tutto questo si aggiunge che, accanto alle esigenze di sicurezza e di adeguamento delle strutture, è sempre più forte anche la necessità di realizzare ambienti moderni e funzionali a una didattica che possa favorire i processi di apprendimento e di socializzazione, si comprende quanto puntare su questo fronte sia strategico», continua il presidente di Ance Brescia che indugia anche sulle principali criticità riscontrate dalle pubbliche amministrazioni, quelle legate alle tempistiche per la realizzazione dei progetti in primis.

Tempi troppo stretti

«I progetti non sono pronti e per i tempi ristretti richiesti dal Pnrr alcune opere rischiano di non rientrare nel piano», spiega Deldossi per il quale ci sarebbero anche non pochi problemi legati all'emergenza delle materie prime, con gli isolanti o il legno per i serramenti che, ad esempio, oggi risultano quasi introvabili. «Occorre dare la precedenza alla risoluzione di queste criticità se vogliamo che tutto il piano vada in porto», conclude chiamando in causa i dialoghi intavolati in questi mesi con le istituzioni e le amministrazioni proprio affinché «ci si possa venire incontro per individuare un accordo comune».

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