Strutture per disabili, nel Bresciano oltre 2.800 posti

Elio Montanari
Si va dai servizi semiresidenziali (1.855 posti) a quelli residenziali (1.004). Sono presenti in una quarantina di comuni, in città sono sei
Ci sono oltre 2.800 posti per disabili in provincia © www.giornaledibrescia.it
Ci sono oltre 2.800 posti per disabili in provincia © www.giornaledibrescia.it
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Quando si parla di persone con disabilità si entra in una dimensione di problematiche complesse, con numeri importanti che corrispondono a condizioni personali assai differenziate. Secondo l’Istat, nel nostro Paese, le persone con disabilità sono quasi 13 milioni, delle quali oltre 3 milioni in condizione di grave disabilità e, tra queste, quasi 1 milione e 500 mila ha una età superiore a 75 anni.

Resta troppo bassa rispetto ad altri Paesi Ue la quota di spesa destinata a politiche per la disabilità e i servizi loro dedicati sono scarsi, come pure le risorse stanziate. Peraltro, quasi tutte le risorse sono impiegate per erogare pensioni poiché, secondo l’Istat, sono 4,3 milioni le persone che percepiscono una pensione per disabilità. Il carico maggiore nell’assistenza e nella gestione delle persone disabili ricade sulle famiglie, sempre più in difficoltà perché devono sopperire alle mancanze delle istituzioni.

Una persona non autosufficiente è colui al quale viene diagnosticata una situazione patologica che limita o persino impedisce la vita di relazione, sociale e lavorativa dell’individuo stesso. L’attività dei servizi sociosanitari in Regione Lombardia si articola su tre livelli: domiciliare, semi residenziale e residenziale.

In Lombardia

In questo quadro l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) ha l’obiettivo di garantire la continuità ospedale-territorio attraverso percorsi di assistenza a domicilio. Un secondo livello di assistenza è basato su strutture di tipo semiresidenziale, che accolgono durante il giorno le persone con disabilità con modalità specifiche. Il Centro diurno per persone con disabilità (Cdd) è una struttura diurna funzionante per 35 ore settimanali, per 47 settimane all’anno, che accoglie disabili gravi in età tra i 18 e i 64 anni. Il Centro socio educativo (Cse) è una struttura diurna funzionante per 35 ore settimanali, per 47 settimane, destinata alle persone con disabilità e fragilità non sostenute dal sistema sociosanitario. A queste strutture si aggiunge il Servizio di formazione all’autonomia (Sfa), un servizio diurno che eroga servizi socioeducativi aventi lo scopo di sviluppare nelle persone disabili le abilità utili a creare consapevolezza, autostima e autodeterminazione. Possono usufruire di questo servizio le persone al di sotto dei 65 anni, aventi discrete capacità relazionali, di adattamento e di comunicazione.

Le strutture residenziali sono destinate a persone che non hanno più la possibilità di rimanere in famiglia e che necessitano di sostegno. Si tratta di Residenze sanitario-assistenziali per persone con disabilità (Rsd), che accolgono persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con grave disabilità, che necessitano di prestazioni a elevato grado di integrazione sanitaria di natura medica, infermieristica, educativa, riabilitativa e tutelare. Le Comunità alloggio sociosanitarie (Css) sono strutture residenziali che accolgono persone con grave disabilità in piccole comunità, che ospitano al massimo 10 utenti, diventano dimora abituale della persona offrendo al contempo interventi di tipo assistenziale, educativo, ricreativo e terapeutico personalizzati. Le Comunità alloggio per disabili offrono soluzioni residenziali fino a 10 posti letto per l’accoglienza di persone disabili con età tra i 18 e i 64 anni, che presentano livelli di fragilità non ricompresi tra quelli riconducibili al sistema sociosanitario.

Si tratta, quindi, di un sistema assai articolato, che offre 2.859 posti nel complesso dei 205 comuni bresciani.

L’analisi nei distretti

La disponibilità di posti nei comuni bresciani è maggiore nelle strutture semiresidenziali con, complessivamente, 1.855 posti (863 nei Cdd, 474 nei Cse e 518 nel Sfa), mentre sono 1.004 i posti disponibili nelle strutture residenziali (472 nelle Rsd, 270 nelle Comunità alloggio e 262 nei Css). Dai dati comunali emerge come le strutture semiresidenziali e residenziali siano presenti, con almeno una unità, in una quarantina di comuni bresciani, con almeno 100 posti disponibili solo in quattro centri: Brescia (744 posti nelle 6 tipologie di strutture), Pontevico (189 posti in 4), Lumezzane (126 posti in 5) ed Edolo (che somma 110 posti in altrettante tipologie di strutture).

Considerando i posti complessivamente disponibili nelle strutture semiresidenziali e in quelle residenziali, in rapporto alla popolazione dei Distretti sanitari, a fronte di una media provinciale di 23 posti ogni 10mila abitanti, emergono valori decisamente più elevati nel Distretto Valcamonica (39 posti x 10mila abitanti) e nel Distretto Brescia (37). Una disponibilità complessiva di posti superiore alla media provinciale si registra anche nel Distretto Valle Trompia (28 posti) e nei distretti Bassa Bresciana Orientale (26) e Bassa Bresciana Centrale (24).

Tutti gli altri Distretti presentano una disponibilità di posti nelle strutture semiresidenziali e residenziali per disabili inferiori, con i livelli più bassi nei distretti Brescia Est (9 posti x 10mila abitanti) e Brescia Ovest e Oglio Ovest, entrambi fermi a 12 posti per 10.000 residenti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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