Posti letto negli ospedali, in città sono più privati che pubblici

Elio Montanari
Considerando i soli posti letto pubblici attivi nella dimensione territoriale delle quattro Asst emerge un certo scarto tra il dato della Val Camonica, fissato a 347 posti per ogni 10mila abitanti e quello delle altre Asst
Un reparto ospedaliero bresciano © www.giornaledibrescia.it
Un reparto ospedaliero bresciano © www.giornaledibrescia.it
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Partiamo da un dato diffuso dall’Istat: nel 2021 la provincia di Brescia vantava una dotazione di posti letto ospedalieri, pubblici e privati, superiore alla media nazionale e regionale. Fatti due conti, i posti letto rappresentavano il 2,6% del totale nazionale, una quota superiore all’incidenza della popolazione provinciale sul totale (2,1%), mentre costituivano il 13,8% del totale regionale, anche in questo caso superando l’incidenza della popolazione bresciana su quella lombarda, che era nell’ordine del 12,6%.

Nelle strutture ospedaliere della provincia di Brescia, pubbliche e private, si contavano 5.871 posti letto in degenza ordinaria, dei quali 844 destinati alla riabilitazione e 118 ai lungodegenti, ai quali, nelle tabelle dell’Istituto nazionale di Statistica, si aggiungono 245 posti letto in day hospital, per un totale di oltre seimila posti letto (6.116). Stando ai dati che ci hanno fornito le 4 Asst della nostra provincia, oggi contiamo meno di 3mila posti letto pubblici attivi nelle strutture ospedaliere che fanno loro riferimento.

I conti sono presto fatti: 1.388 posti letto nelle cinque strutture della Asst Spedali Civili, dei quali 1.021 nell’ospedale di Brescia, 576 nelle tre strutture dell’Asst Garda, 384 nel territorio dell’Asst Franciacorta e 341 riferite all’Asst Val Camonica: per un totale di 2.689 posti letto pubblici, 213 per ogni 100mila abitanti. La maggior parte, ben 2.437, sono posti letto di ricovero ordinario, a cui si aggiungono 143 posti per il day hospital e il day surgery e 109 per la riabilitazione.

Considerando i soli posti letto pubblici attivi nella dimensione territoriale delle quattro Asst emerge un certo scarto tra il dato della Val Camonica, fissato a 347 posti per ogni 10mila abitanti e quello delle altre Asst, con Spedali Civili che arriva a 271 mentre decisamente minore è la disponibilità di posti letto nell’Asst Garda (150) e Franciacorta con 143 posti attivi per ogni 10mila abitanti, un valore che è meno della metà di quello dell’Asst Val Camonica.

Ma, ovviamente, nel conto complessivo dei posti letto disponibili, entrano a pieno titolo quelli nelle 14 strutture di ricovero e cura private-accreditate, delle quali ben 10 sono nel territorio dell’Asst Spedali Civili, due nelle aree delle Asst Garda e Franciacorta e nessuna nell’Asst Val Camonica. Che non sono poca cosa, se consideriamo che solo nel Comune capoluogo si contano 621 posti letto accreditati alla Poliambulanza, cui si aggiungono i 315 della Città di Brescia e i 286 di Sant’Anna, per un totale, considerando solo queste tre strutture, di 1.222 posti accreditati, un valore superiore ai 1.021 posti letto del Civile.

In città più posti privati che pubblici

Del resto il caso di Brescia è emblematico poiché, nel 2021, su 3.034 posti letto totali, ne contava ben 1.740 nelle 5 strutture cittadine accreditate, mentre erano solo 1.294 i posti letto pubblici, risultando la prima città lombarda ad avere più posti letto accreditati che pubblici. Infatti i 1.294 posti letto degli Spedali civili di Brescia erano superati dalla somma dei privati-accreditati: Poliambulanza (615), Città di Brescia (315), Sant’Anna (294) Fatebenefratelli (240), Domus Salutis (156) e San Camillo (120); fenomeno che, tuttavia non si estende alla provincia, dove i posti letto pubblici doppiano ampiamente quelli accreditati (787).

Oggi il Civile conta, complessivamente, 1.021 posti letto attivi, dei quali 12 in riabilitazione e 45 tra day hospital e day surgery, una capacità ricettiva inferiore rispetto al 2021, mentre non risulta che i posti letto nella sanità privata-accreditata siano in diminuzione. Ed è un tema generale.

In Italia

Alcuni dati interessanti emergono confrontando l’Annuario del Servizio sanitario nazionale, relativo all’anno 2023, con lo stesso report pubblicato nel 2013. Il Sistema sanitario nazionale, nel 2023, dispone di 194.408 posti letto per degenza ordinaria, di cui il 21,1% nelle strutture private accreditate, 11.700 posti per day hospital, quasi totalmente pubblici (89,3%) e 8.174 posti per day surgery, la chirurgia in un giorno, anche questi in grande prevalenza pubblici (77,2 %). Negli ultimi dieci anni, sono stati tagliati 10mila posti letto e chiusi 74 ospedali, il 7% tra pubblici e privati, scesi da 1.070 a 996, con un taglio più marcato per quelli pubblici.

Nel 2023, dei 996 ospedali censiti, il 51,3% pubblici ed il rimanente 48,7% privati accreditati. Per quanto riguarda il numero di posti letto, tra pubblico e privato, ne sono stati tagliati oltre 10mila, poiché nel 2013 ce n’erano 226.387, contro i 215.827 del 2023.

Più contenuta, tra il 2013 e il 2023, la contrazione dei posti letto in Lombardia, scesi di 608 unità, pari al -1,6%, considerando sia quelli pubblici che quelli accreditati, passando da 38.888 a 38.280. Secondo le ultime statistiche di Eurostat, diminuiscono i posti letto ospedalieri anche in Europa. a scendere non è solo il numero assoluto, ma diminuisce anche il rapporto tra posti letto e popolazione: nel 2022 in Europa c’erano 516 letti ospedalieri ogni 100.000 persone (erano 563 nel 2012), mentre in Italia si è passati dai 342 nel 2012 ai 308 nel 2022.

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