Malegno è un paese che cresce pensando alle famiglie

Giuliana Mossoni
Il Comune ha investito 2,5 milioni per ampliare il Centro di comunità. Per il sindaco Matteo Furloni si tratta di un segno tangibile dell’impegno nel sostenere le famiglie e nel valorizzare i servizi educativi
Una veduta di Malegno - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Malegno - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

Educazione-formazione, ambiente-sostenibilità, accoglienza, giovani e famiglie: ruota attorno a questi macro temi l’impegno e la crescita della comunità di Malegno, innescati dall’Amministrazione comunale e sposati, nel portarli avanti, dai cittadini. Non v’è dubbio che il paese della media Valcamonica abbia visto una significativa crescita, negli ultimi anni, sotto più punti di vista. Il nostro viaggio della Qualità della vita alla scoperta dei Comuni bresciani fa tappa in Valcamonica.

Progetti

Uno sviluppo che ha visto una pietra miliare poche settimane fa, con l’ampliamento del Centro di comunità «Ales Domenighini» e la ricostruzione dell’edificio ex scuola dell’infanzia delle suore, che oggi ospita l’asilo nido da cento metri quadrati per 15 bambini, la materna da 600 metri per un’ottantina di bambini, con annesso parco esterno di mille metri, e l’auditorium civico da 140 metri per una capienza di cento persone.

Un intervento rilevante, anche nei costi (2,5 milioni), che rende ancora più forte la vocazione malegnese all’educazione e alla crescita delle giovani generazioni.

Non solo, grande attenzione è stata dedicata al risparmio energetico e all’ambiente grazie alla posa di pannelli fotovoltaici, isolamento termico, serramenti di ultima generazione e pompa di calore. Si tratta però solo di un primo passo di un progetto ben più ampio, che vedrà il restauro di un’altra porzione dell’ex convento delle suore da adibire sempre a spazi per l’istruzione e l’aggregazione dei giovani.

Per il sindaco Matteo Furloni si tratta di un segno tangibile dell’impegno nel sostenere le famiglie e nel valorizzare i servizi educativi: «Vogliamo così, con tutti questi progetti, rafforzare il legame con le persone e offrire servizi di qualità, per rispondere alle esigenze di oggi e a quelle di domani. Per la nostra comunità questi interventi significano poter contare su un punto di riferimento di qualità, dove i giovani potranno crescere seguiti da personale qualificato».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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