È morto sul campo, come mettendo in questa settimana tutte le sue energie, proteso in un ultimo abbraccio, a Regina Coeli, in Piazza San Pietro, con gli ultimi come con i potenti, indistintamente. Una lezione indimenticabile, fatta di gesti, con poche parole e una benedizione, Urbi et orbi, per tutti, per tutto il mondo. Lo piangiamo ma sappiamo che sta pregando per noi.
Alla fine rimane una immagine: porte aperte. Papa Francesco non si è stancato di rilanciare questa dinamica, questo esercizio, che è diventato programma, testimonianza ed impegno quotidiano. Porte aperte per entrare e per uscire, una Chiesa accogliente per tutti e in uscita, per incontrare tutti. Il Papa di tutti e per tutti, senza barriere di appartenenze.



