Ogni tanto si avverte la necessità di scendere dalla giostra continua e irrefrenabile delle urgenze impellenti, per affidarsi a riflessioni di più intenso raggio. Le Festività dei Morti e dei Santi rappresentano una di queste preziose occasioni: invitano ad unire la memoria, che ci ha plasmato, e il fare attuale, che ci appartiene come continuazione di un cammino che non ci consegna alla solitudine, ma sollecita la consapevolezza di una eredità che ci viene affidata.
I fiori freschi, che portiamo ai nostri cari che riposano nei cimiteri, sono il segno di una continuità che viene accolta nella comunità dei Santi. Anche in questo tempo, che vede affievolito il patrimonio di fede praticata, si accende la fiamma della speranza che non tutto si è concluso con la morte, ma c’è una vita che va oltre e apparecchia una prosecuzione della nostra, più o meno lunga, esperienza terrena.



