La stanchezza della democrazia

Si terrà dopodomani, mercoledì 11 dicembre, alle 18, nell’Aula magna dell’Università Cattolica di Brescia, in via Trieste 17, l’incontro «Verso un nuovo ordine mondiale?», con Salvatore Vassallo. Per l’occasione monsignor Giacomo Canobbio, direttore scientifico dell’Accademia Cattolica che promuove l’appuntamento, propone di seguito un inquadramento al tema.
Una democrazia senza popolo?
I risultati di recenti elezioni in molti Paesi hanno evidenziato due fenomeni tra loro correlati: la diminuzione dei partecipanti al voto, la scelta di persone che nel gergo politico sono denominate populiste.
I due fenomeni ricordati denotano una tendenza, che è frutto e nello stesso tempo causa di un disagio pervasivo: i cittadini sembrano stanchi delle forme di partecipazione democratica invalse soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, che erano fondate sul principio di rappresentanza universale. I parlamenti e i governi che dovrebbero garantire giustizia sociale, uguaglianza di diritti, benessere personale di tutti, si stanno dimostrando incapaci di svolgere il compito loro affidato dalle Costituzioni dei rispettivi Paesi, e quindi non appaiono più credibili.
Di conseguenza, sembra più rassicurante affidarsi a persone che promettono di rispondere alle esigenze dei cittadini, che si dimostrano capaci di indicare soluzioni semplici, perfino miracolistiche, ai problemi complessi, che si presentano difensori di confini, culture, religioni, benessere sociale di una nazione.
Il termine «nazione», peraltro, è tornato in forma massiva nel vocabolario politico, quasi simbolo di paure e di desideri di difesa di ciò che è proprio. Quanto più le paure si accrescono - anche indotte dal linguaggio politico - tanto più si avverte bisogno di rassicurazione, con l’esito di affidare la soluzione dei problemi a chi dichiara di averne la forza e il potere.
In questo modo si rischia di dimenticare ciò che la storia ci fa conoscere: le paure hanno spesso generato regimi che gradualmente hanno soggiogato i popoli; la rassicurazione attesa da una o da poche persone ha, alla lunga, provocato delusioni.
Va riconosciuto che le forme democratiche tipiche dei Paesi occidentali si stanno dimostrando incapaci di rispondere alle necessità dei popoli: le frantumazioni dei partiti, quasi tutti guidati da intenzioni messianiche, la difesa di interessi di parte, la contrapposizione manichea, impediscono la ricerca del bene comune, che notoriamente non è la somma dei beni di gruppi diversi. Sembra un paradosso, ma le modalità di agire dei politici stanno creando la sfiducia nella politica come arte di governare, e quindi aprono la via alla fine della politica alla quale eravamo stati educati.
La possibile via di uscita, non certo facile, ci verrà indicata dal professor Vassallo, almeno in via ipotetica.
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