Ci fu un tempo in cui a Gubbio, deliziosa cittadina umbra, nessuno viveva più. Le strade erano deserte, la gente nascosta in casa, gli uomini armati fino ai denti: un feroce lupo teneva in assedio la città che si era trasformata in una prigione di paura. Quando arrivò da quelle parti Francesco d’Assisi, gli eugubini erano ormai allo stremo. Francesco li ascoltò e senza armi, né scudi, né scudieri, il lacero saio, la calma della fede e nulla da perdere, decise semplicemente di andare ad incontrare il Lupo.
Armato della protezione divina e di un pizzico di follia, uscì dalle mura seguito da un manipolo di uomini, avanzò nel bosco e quando il lupo gli corse incontro non scappò. Si fermò ad accoglierlo, del resto, era lì per lui, allungò la mano, lo chiamò fratello ed accadde il miracolo: il lupo si fermò, si sedette tremante, la coda fra le gambe, in segno di resa. Nell’attimo in cui quell’uomo, accorso ad incontrare ad ascoltare prima di giudicare e comprendere, e la bestia si guardarono negli occhi accadde qualcosa che nessuna spada avrebbe mai potuto ottenere: il lupo si sentì visto, riconosciuto, ascoltato nel suo vero bisogno.




