La lezione di Angela Merkel a Olaf Scholz e Cdu

In Germania bacchettate al suo successore per il caso Linder, al partito per la linea sui migranti
L'ex cancelliera tedesca Angela Merkel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
L'ex cancelliera tedesca Angela Merkel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Molti la rimpiangono per la sua leadership indiscussa, molti la detestano e le attribuiscono la colpa della guerra tra Russa e Ucraina. Angela Merkel è uscita di scena nel dicembre 2021, dopo essere stata cancelliera per oltre 15 anni, e da allora si è ritirata a vita privata.

Negli ultimi anni non si è mai fatta scappare un giudizio o una critica, consapevole del peso che le sue parole avrebbero potuto avere. Ma ecco che adesso, proprio nei giorni in cui si sta avviando la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche anticipate, torna a far parlare di sé, in modo fragoroso, attraverso la pubblicazione di un’autobiografia dal titolo «Freiheit», ossia «Libertà», uscita da pochi giorni in tedesco e in altre lingue (in italiano presso Rizzoli). Ad accompagnare il volume di ricordi sono spuntate ovunque anticipazioni e interviste che l’hanno rimessa al centro dello scenario politico tedesco.

Ma andiamo con ordine. Il calendario della crisi di governo è stato definito e prevede il voto sulla fiducia al Bundestag il 16 dicembre, giorno in cui l’esecutivo «semaforo» guidato da Olaf Scholz, salvo improbabili colpi di scena, sarà ufficialmente sfiduciato con conseguenti dimissioni. Le elezioni politiche anticipate avranno luogo il 23 febbraio, sette mesi prima rispetto alla scadenza prevista.

Il cancelliere uscente, che sarà nuovamente candidato dalla Spd, avrebbe voluto allungare i tempi di qualche mese, nella speranza di recuperare consensi, ma è dovuto scendere a compromessi con l’accanita opposizione della Cdu di Friedrich Merz, decisa ad arrivare al voto il prima possibile per capitalizzare il netto vantaggio che i sondaggi unanimemente le riconoscono collocandola al 33-34%.

Questa è la situazione del momento, ma non vi è dubbio alcuno che la campagna elettorale è già cominciata. I partiti hanno indetto congressi straordinari per discutere i programmi e scegliere i candidati. In casa Cdu è sicuro che Merz correrà come Spitzenkandidat, mentre la Spd ha riconfermato Scholz, nonostante ci fossero spinte interne per promuovere Boris Pistorius, attuale ministro della Difesa, accreditato di una popolarità superiore a quella del cancelliere uscente.

Mentre le forze politiche affilano le armi in vista della scadenza elettorale, ecco che Angela Merkel in un’intervista al settimanale Der Spiegel, accusa Scholz di avere agito «in maniera emotiva», «fuori controllo», perdendo quell’equilibrio e quella stabilità che sono necessari per interpretare il ruolo di cancelliere. Il riferimento riguarda la decisione repentina di licenziare il ministro delle Finanze Christian Lindner sancendo la crisi della maggioranza di governo. Chi ricopre un ruolo istituzionale di quel livello dovrebbe mantenere un profilo basso, ha spiegato la ex cancelliera, evitando toni esagerati e risentimenti personali: «Meglio gridare contro il muro del proprio ufficio che contro l’opinione pubblica».

Nel ricordare e difendere tutte le scelte politiche da lei compiute nel suo quindicennio di potere, Angela Merkel non ha mancato di muovere rilievi anche all’attuale dirigenza della Cdu, soprattutto per quanto riguarda la politica migratoria. L’idea di respingere i richiedenti asilo oltre confine, sostenuta da Merz, è sbagliata. «È un’illusione pensare che tutto andrà bene se respingiamo i rifugiati al confine tedesco», ha dichiarato, sottolineando come i tedeschi abbiano un «dovere di assistenza» nei confronti dei migranti, perché «senza la disponibilità all’accoglienza non ci può essere integrazione».

La questione dell’immigrazione clandestina andrebbe risolto a livello di Unione Europea, ed è un’urgenza assoluta altrimenti c’è il pericolo che la stessa integrazione europea subisca una preoccupante inversione di rotta. Per gli scenari futuri, la ex cancelliera ha dato un’indicazione implicita al suo partito, ossia di non escludere a priori la collaborazione con i Verdi, come invece hanno indicato sia Merz, sia soprattutto Markus Söder, leader della Csu bavarese.

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