Il sistema Brescia può aiutare la Germania

La recente crisi economica che sta investendo la Germania, tradizionalmente il cuore pulsante dell’economia europea, solleva interrogativi cruciali per il nostro Paese, ed in particolare per territori come Brescia, che hanno costruito la propria prosperità su una manifattura di eccellenza e una forte vocazione all’export.
I dati diffusi negli ultimi giorni, che anticipano un calo del 34% nelle esportazioni verso la Germania nel 2024 e che certificano una riduzione per 4 imprese su 5, non possono essere ignorati. Questo non è solo un segnale di difficoltà congiunturale, ma un monito sulle vulnerabilità di un modello economico che necessita di essere adattato a un contesto globale in rapido mutamento.
In questo scenario, le elezioni tedesche del prossimo 23 febbraio possono rappresentare un crocevia decisivo per settori chiave come l’automotive che vivono una profonda crisi, sullo sfondo di un Pil stagnante se non in declino. La formazione di un nuovo governo a Berlino potrebbe essere l’occasione per un cambio di rotta, per correggere alcuni errori commessi negli ultimi anni - anche a Bruxelles - e per riaffermare una visione politica più inclusiva e attenta agli interessi dell’impresa manifatturiera, spesso maltrattata dall’Europa.
Non possiamo permetterci che la crisi tedesca si traduca, quindi, in una frammentazione del mercato unico o, peggio, in una perdita di competitività dell’intero continente. L’Italia, e in particolare realtà come Brescia, devono però essere pronte a giocare un ruolo di primo piano nel dialogo con il futuro esecutivo tedesco, offrendo proposte concrete per rafforzare la cooperazione economica e industriale.
Brescia, da sempre simbolo di resilienza e innovazione, sta già dimostrando di essere all’altezza delle sfide poste dalla crisi, ma il sistema-Brescia deve rispondere con una strategia lungimirante che combina il rafforzamento dei rapporti con il mercato tedesco a un’apertura verso nuovi orizzonti economici. Iniziative mirate a valorizzare il turismo ed a consolidare i legami culturali ed economici con la Germania, spesso già in corso, servono anche per diversificare le relazioni economiche e ridurre la dipendenza da un singolo settore. Un tema che, posso sin d’ora annunciare, sarà oggetto di confronto con l’Ambasciatore tedesco in Italia Hans Dieter Lucas che, accettando il mio invito, verrà nella nostra città a gennaio per un profondo confronto con il nostro territorio.
Al contempo, la nostra provincia deve guardare con interesse ai mercati emergenti, in particolare quelli asiatici, mediorientali ed africani, come opportunità per garantire la resilienza economica a lungo termine e per posizionarsi in modo più competitivo sul panorama globale. Questa capacità di guardare oltre il contingente è ciò che rende Brescia un esempio virtuoso per il resto del Paese. Ma è chiaro che il successo di queste iniziative dipenderà anche dalla capacità della politica di accompagnarle con misure strutturali e scelte coraggiose.
Serve una strategia del famoso «sistema Brescia» che sappia valorizzare le eccellenze locali fuori dai nostri confini, promuovere iniziative a livello internazionale che possano rilanciare il ruolo dell’industria bresciana in un quadro globale. La crisi tedesca o lo spauracchio dei dazi americani, per quanto preoccupanti se confermati, non devono essere visti solo come una minaccia, ma anche come un’occasione per ripensare il nostro modello economico, per rafforzare i legami con i nostri partner storici e per aprirci a nuove opportunità.
Il momento attuale richiede visione, coraggio e una politica capace di andare oltre le più classiche delle sfide. Brescia, con la sua tradizione di innovazione e resilienza, ha dimostrato tante volte di essere pronta a raccogliere queste sfide. Spetta a tutti noi adesso essere all’altezza delle aspettative ed affrontarle.
* Giangiacomo Calovini - Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione esteri
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