Giovani e casa, le tendenze: dal «disinteressato» al «nidificato»

Rita Bichi
L’Osservatorio dell’Istituto Giuseppe Toniolo analizza gli atteggiamenti delle nuove generazioni rispetto alla problematica situazione dell’abitare in Italia
Le case scelte dai giovani
Le case scelte dai giovani
AA

La casa è un tema centrale nella vita dei giovani, peraltro non supportata da un sistema di politiche adeguate, capaci di rispondere ai crescenti bisogni connessi all’abitazione delle nuove generazioni, mobili per studio e lavoro e sempre più in difficoltà nel trovare soluzioni abitative il cui costo siano in grado di sostenere.

L’Osservatorio giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo si occupa ormai da anni di studiare gli atteggiamenti e le propensioni delle nuove generazioni rispetto alla problematica situazione dell’abitare in Italia. La complessa condizione di vita dei giovani, il crescente costo delle abitazioni, la difficoltà di ottenere un lavoro anche solo relativamente stabile, i mutati stili di vita sono alcuni tra gli elementi che incidono sulle loro scelte abitative. A partire dalle informazioni raccolte nelle ricerche dell’Osservatorio Giovani, è possibile evidenziare alcuni tra i loro atteggiamenti costruendo una tipologia che li sintetizzi.

Si può definire un primo tipo di giovani come «disinteressato»: «La casa non rientra nei miei pensieri». Sono giovani non (ancora) occupati e spesso abitanti in periferia. Tra questi rientrano anche i più giovani, che si percepiscono ancora lontani dalla necessità e/o dalla progettualità di scelte abitative. Peraltro, può essere questo anche il segno di una scarsa rilevanza del tema nel già complesso orizzonte progettale dei giovani.

Un secondo tipo può essere definito «connesso»: «La casa è la mia piattaforma di connessione con la città». La casa è vista come utilità, come servizio, le soluzioni abitative sono aperte anche alla coabitazione (con estranei, amici, parenti, partner), uscendo così dal modello della casa come spazio privato e bene rifugio. I giovani che fanno parte di questo gruppo hanno titoli di studio elevati e vissuti abitativi in zone centrali.

C'è chi cerca una casa-nido
C'è chi cerca una casa-nido

Un terzo tipo identifica il giovane «nidificato»: «La casa è il mio spazio di tranquillità e benessere». Resiste qui una visione più classica di un luogo domestico protetto e i giovani che vi si riconoscono hanno profili più maturi, prevalentemente femminili, che vivono in zone decentrate. In generale, questa visione sembra riacquistare valore alla luce di fenomeni in controtendenza rispetto all’attrazione esercitata dai centri urbani, quali le espressioni della voglia di restare nelle aree interne (la cosiddetta restanza), il south working, i percorsi biografici di nuovi abitanti nelle aree montane e rurali.

Un quarto e ultimo tipo può essere definito come «proprietario»: «La casa è il mio bene di possesso». Questa visione rimane radicata nonostante i riorientamenti delle scelte abitative della cosiddetta Generation rent e rimane l’opzione privilegiata come eredità anticipata nei casi in cui è possibile un ruolo attivo della famiglia d’origine nel donare la casa ai figli o fornire loro le risorse economiche per l’acquisto. Gli atteggiamenti dei giovani nei confronti dell’abitare rimandano dunque a un quadro articolato e in transizione, legato alle nuove forme degli stili di vita e della convivenza, ai mutamenti della vita associata connessi all’economia, all’avanzamento della tecnologia e ai grandi mutamenti culturali in atto.

Rita Bichi, docente di Sociologia all’Università Cattolica

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.