Prima la nuova dottrina di sicurezza nazionale (la National Security Strategy, NSS), poi l’intervista di Trump alla rivista «Politico». A rimarcare che l’Europa – intesa come UE e come progetto di unione continentale – non è solo, e più, soggetto subalterno e dipendente entro una relazione patentemente squilibrata e asimmetrica come quella transatlantica. Ma che è ormai considerata avversario se non addirittura nemico degli Stati Uniti, tanto ideologicamente quanto politicamente.
Da un lato, il suo modello d’integrazione sovranazionale e la sua asserita identità post-nazionale e cosmopolita rappresentano l’antitesi, concettuale e ideale, del ruvido sovranismo razziale della destra trumpiana. Dall’altro le sue politiche minacciano di toccare specifici interessi statunitensi, oggi legatissimi all’amministrazione di Donald Trump, a partire da quei giganti e piattaforme digitali ostili ai tentativi di regolamentarne le attività, intaccarne i privilegi monopolistici e sanzionarne le (frequenti) infrazioni.




