Il 18 dicembre si riunirà il Consiglio europeo per una sessione che nulla avrà di ordinaria amministrazione: le questioni sul tappeto sono tali e tante da non consentire neanche una previsione sulla conclusione dei lavori. E ne basta uno, degli argomenti, per capirlo: la questione degli asset russi che divide i capi di governo dell’Unione europea. Non si sa se si voterà all’unanimità o a maggioranza, e quindi non si sa se una decisione verrà presa, ma è certo che in quella circostanza molte cose verranno alla luce. Compresa la linea del governo italiano che sta suscitando non poca incertezza tra gli alleati a causa delle divisioni tra i massimi esponenti dei partiti alleati.
La fotografia più nitida l’ha scattata Romano Prodi che ha detto: «A Roma la presidente del Consiglio ha scelto Trump, il vicepresidente sta con Putin e il ministro degli Esteri con l’Europa». Forse è anche per questa ragione che ieri la telefonata con Trump l’hanno fatta in tre, Macron, Merz e Starmer, senza coinvolgere Meloni. E sempre a tre - con Zelensky - si è tenuto il vertice dei «Volenterosi» a Londra con il solo siparietto di una telefonata dall’Italia come dalla Finlandia. Segnali, sensazioni, voci. È vero che Giorgia Meloni «ha scelto Trump» come dice Prodi?




