Coriandoli d’estate che regalano felicità

Sabrina era una bambina con una sfrenata passione per i coriandoli. Che è un po’ come amare il panettone. Sono gusti destinati a essere soddisfatti per pochi giorni nell’anno. Salvo non ci si sappia organizzare in casa.
Sabrina prende una perforatrice da scrivania, uno di quegli attrezzi che ormai non si vedono quasi più, con due punzoni capaci di creare buchi rotondi in un foglio. Il frammento di carta circolare (un coriandolo!) veniva raccolto in un cassetto chiuso da un coperchio di plastica. Per Sabrina quella è la fabbrica dei coriandoli. Sforacchiare le pagine dei quotidiani, quelle delle riviste, le confezioni dei regali, i volantini del supermercato e tutto il resto immaginabile fatto di carta (ma non i libri: Sabrina era ed è una lettrice fortissima).
Molto operosa, riesce a collezionare due buste della spesa di coriandoli. Sono tantissimi. I coriandoli però vanno lanciati. Sì ma, se non è Carnevale, quando? Si va a sentimento. Un pomeriggio d’estate, Sabrina è a casa sola con sua sorella. Hanno giusto una mezz’oretta mentre i genitori sono a sbrigare una commissione prima della partenza per le vacanze al mare. La casa è tirata a lucido, le valigie pronte nel corridoio. La sorella di Sabrina è un pochino più grande di lei e quando la vede arrivare con una delle buste dei coriandoli capisce le intenzioni e fa un blando tentativo per farle cambiare idea. Qualcosa del tipo: «Ma no, dai...».
Non insiste o forse Sabrina non la sente perché è persa nel suo progetto. Lancia manciate di frammenti di carta e fa le giravolte e lancia e sorride sotto quella pioggia secca e colorata. Il senso di tutta la sua paziente fatica è vorticare in una giostra variopinta e lei ci sta dentro, felice. La felicità è un attimo. Lo ha già detto qualcuno, vero? La felicità di Sabrina finisce prima dei coriandoli. Lo spartiacque è la chiave che gira nella serratura dell’ingresso. Mamma e papà sono rientrati. Sulla soglia intuiscono quello che è successo. Ne trovano conferma in corridoio. Toccano con mano in sala da pranzo. Sapete come funzionano i coriandoli, no? Si infilano ovunque. Immaginateli in una casa di fine anni ’70, con la moquette ovunque. Non basta un aspirapolvere.
Le reazioni dei genitori sono di pari intensità ma si muovono in direzioni opposte. La madre si spazientisce. Il padre decide di completare la festa e dà fondo a quel che è rimasto nella borsa, per la delizia di Sabrina. La sorella? In nome della pace familiare, segue la madre in una battuta di caccia al coriandolo che finirà mesi e mesi dopo. A completarla non saranno gli adulti. Loro moriranno poco dopo in un tragico incidente. A trovare l’ultimo coriandolo sarà proprio Sabrina, mentre gli operai smontano i mobili. Lo tiene ancora. E continua a lanciarne.
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