«Mi chiamo Joakim» risposi. «E io sono Mika. Dì un po’, perché stai a testa in giù?»
Scoppiai a ridere. Credo che rimase un po’ intimidito alla mia reazione, perché si infilò il pollice in bocca e cominciò a succhiarlo come un neonato. Allora mi scappò un’altra risatina. «Sei tu che stai a testa in giù» gli spiegai. Mika si tolse il pollice di bocca e cominciò ad agitare tutte le dita, poi disse:




