Ho incontrato Ettore a una serata in libreria. Si parlava di bambini, di preadolescenti, di adolescenti e genericamente di figli. Che la denatalità sia un fatto è assodato. Chi decide di avere figli sta in qualche modo scegliendo di dare una possibilità al futuro.
Ciò non significa ridurre apoditticamente chi non si riproduce a una schiera antagonista dei tempi che verranno, perché non si può ignorare che la precarietà (come recitava uno slogan di anni fa) è contraccettivo tra i più efficaci e che il contesto è ostile all’infanzia (tra mancanza di strutture e oggettiva carenza di incentivi tangibili).



