Opinioni

L’asse Usa-Russia mette l’Europa in pericolo

Trump che vuole «ristabilire la stabilità» suona come un auspicio di smantellamento, mentre il Cremlino rievoca l’alleanza sovietico-americana contro un presunto «Euronazismo»
Giovanni Cadioli

Giovanni Cadioli

Editorialista

Donald Trump e Vladimir Putin - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Donald Trump e Vladimir Putin - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Nella visione della Nss l’Europa «affronta la prospettiva reale di cancellazione della sua civiltà» e i suoi «problemi più gravi» includono proprio le «attività dell’Unione Europea», ritenute responsabili di minare libertà politiche, sovranità e perfino «identità nazionali». Un’Europa che continui su questa strada – cioè un’Europa dove esiste ancora l’Ue – sarebbe secondo Trump «irriconoscibile tra vent’anni».

Quel «ristabilire la stabilità all’interno dell’Europa» suona come l’auspicio trumpiano di un suo smantellamento. Un’idea che circola apertamente anche tra i suoi alleati, a partire da Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, che sul proprio social invoca l’abolizione dell’Ue. Curioso che proprio Musk supporti formazioni di estrema destra che loro sì sono in Europa una minaccia alle libertà politiche, mentre Trump sta rendendo l’America «irriconoscibile» in meno di un anno.

In questo quadro, la promessa americana di «ristabilire la stabilità strategica con la Russia» assume contorni inquietanti: l’attacco degli Usa all’ex alleato europeo avviene mentre la guerra in Ucraina continua e le provocazioni russe sul territorio europeo – e Nato – si moltiplicano.

Vladimir Putin e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Vladimir Putin e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Da tempo la propaganda del Cremlino, certa che Trump sarebbe stato il miglior partner possibile, rievoca in modo grottesco l’alleanza sovietico-americana della Seconda guerra mondiale, questa volta contro un presunto «Euronazismo». E oggi Putin afferma apertamente che Mosca e Washington condividono la stessa linea, sull’Ucraina come sull’Europa. Il recente piano russo-americano in 28 punti chiede di fatto la capitolazione di Kiev, presentandola come pace. Se l’Ucraina verrà costretta ad accettarlo – preludio ad altri attacchi russi – la convergenza Usa-Russia sull’Ue ne uscirebbe ulteriormente rafforzata, così come quella delle forze euroscettiche che a loro si ispirano. La stessa Ue offre un facile bersaglio: disfunzionale, incapace di scaldare i cuori, priva del vecchio progetto di un’Europa sociale, facilmente accusata dei problemi dei singoli Stati - anche se, senza l’Unione, quegli stessi problemi sarebbero peggiori. Ma mentre a Washington si parla sempre più la lingua di Mosca, chi in Europa gioisce dovrebbe riflettere che un mondo dominato dal sovranismo alla Trump e Putin è un mondo della legge del più forte, in cui le grandi potenze possono invadere l’Iraq come fecero gli Usa nel 2003, attaccare l’Ucraina come fa la Russia dal 2014 in poi o sbarcare a Taiwan, come minaccia di fare la Cina.

La vecchia e imperfetta Ue resta lontana da ciò che molti speravano diventasse - ma rimane l’unico spazio politico attraverso cui le nazioni del Vecchio Continente, sempre più sovrastate dalle nuove potenze del Sud globale, possono sperare di attraversare gli sconvolgimenti politici, climatici ed economici alle porte.

Giovanni Cadioli, dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali, Università di Padova

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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