Opinioni

Anche il pallone è una passione, proprio come l’amore

Al di là delle polemiche scaturite in campo, Inter-Juventus nel giorno di San Valentino ha dato spazio a numerose scenette
Vincenzo Cito
L'ironia sui social nel giorno di Inter-Juve giocata il giorno di san Valentino
L'ironia sui social nel giorno di Inter-Juve giocata il giorno di san Valentino

La feroce coincidenza con cui proprio la sera di San Valentino si giocava Inter-Juventus ha scatenato l’ironia del web. Uno spassosissimo video degli Autogol, il simpatico trio che impazza da anni con oltre due milioni di followers, mostra un ristorante insolitamente pieno alle 19, perché a quell’ora tanti fidanzati hanno organizzato la cenetta romantica. Il clima è teso e nervoso, proibito chiedere il risotto perché richiede lunga preparazione, i menu vengono strappati dalle mani dell’amata per ordinare una rapidissima insalata con crudo e mozzarella mentre lei continua a non capire («Ma che fretta hai?») fino quando dopo tre quarti d’ora c’è la fuga generale.

L’eterno problema di conciliare la passione per la propria cara con quello per la squadra di calcio (ma succede anche il contrario con donne tifosissime e partner agnostici) ha ispirato da sempre commedie, romanzi, persino film.

In una situazione imbarazzante si trova in «Ecceziunale veramente» Diego Abantantuono, addirittura ultrà del Milan quando si innamora di una splendida Stefania Sandrelli che ha appena lasciato il suo ragazzo – guarda caso capotifoso dell’Inter – spaventata dai suoi eccessi.

Il poveretto deve barcamenarsi come può per nasconderle le sue domeniche a San Siro. Indimenticabile poi la serata in cui Fantozzi pensa di guardarsi in santa pace davanti alla tv Italia-Inghilterra quando viene chiamato al telefono perché l’odioso capo ha organizzato la proiezione della «Corazzata Kotiokmin» noiosissimo film d’autore cui tutti i sottoposti sono obbligati a presenziare. Nel mettersi in viaggio in una città deserta, dalle finestre il poveretto sente un entusiasta telecronista Nando Martellini annunciare «Erano 101 anni che non vedevo un avvio del genere da parte degli azzurri» che a un certo punto colpiscono anche un legno. Allora Fantozzi scende dall’auto, rompe il vetro di una finestra per chiedere «Scusi, chi ha fatto palo?». E rimedia un pugno in faccia. Da anni il gruppo Facebook «Organizzazione Filini» va alla ricerca delle location di tutti i film della saga: è stata individuata anche la casa al primo piano dove fu girata questa scena e sul muro ancora oggi campeggia la celebre frase detta da Paolo Villaggio.

Nel mondo della canzone ebbe poi molto successo negli anni Sessanta una canzone dell’allora adolescente Rita Pavone che lamentava «Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone?». Eterna domanda cui allora come oggi i maschietti non sanno dare una convincente risposta.

 

A chi scrive capitò una situazione del tutto particolare quando, giovane cronista, si trovò con un altro collega della sua età a presidiare una redazione vuota mentre tutti gli altri erano a casa a vedersi la finale mondiale Italia-Germania del 1982. Fu assegnato un rigore all’Italia, ci abbracciamo per l’emozione, nessuno dei due voleva guardare quando, alle nostre spalle, avvertimmo una vocina. Apparteneva a un esponente di un’associazione pacifista venuto a recapitare un documento di dissenso per la politica espansionistica dell’allora Unione Sovietica. Lo guardammo come fosse sceso dalla Luna, Cabrini sbagliò dal dischetto, il tipo si congedò con un mezzo sorrisetto ironico, così imparavamo (e forse non aveva tutti i torti) a dare tanta importanza al pallone mentre nel mondo avveniva ben altro. Sono passati quasi 45 anni ma ancora oggi quando ci incontriamo da vecchi ex colleghi, la prima cosa che ricordiamo è quell’assurdo incontro, durato pochi secondi, ma che ricorderemo per l’eternità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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