Obesi digitali

Quel tempo per la noia che non c’è più

Non riusciamo a stare due minuti senza telefono, con il quale occupiamo i nostri piccoli slot di silenzio
Siamo sempre più dipendenti dal nostro smartphone
Siamo sempre più dipendenti dal nostro smartphone
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Inutile girarci intorno: non riusciamo a stare due minuti senza telefono. Due, non dieci o venti, due!

Non ci credete? Provate a pensare a quando siamo in coda, chessò, al supermercato, in posta o semplicemente stiamo aspettando il bus o la metro. Attorno a noi ci sono persone, colori, cose. Ma non le guardiamo, perchè bastano due o tre minuti di sosta per farci mettere la mano in tasca e prendere il telefono. Per fare cosa? Certo, talvolta magari leggiamo un importante messaggio o email di lavoro. Ma siamo onesti: quante volte capita? E quante volte, piuttosto, passiamo leggeri il feed di un social tanto per occupare, occupare sia chiaro, quel piccolo slot di silenzio?

Quante volte neghiamo una piccola dose di silenzio anche ai nostri figli, soprattutto - pensiamoci bene - quando li mettiamo a tacere in macchina passandogli il nostro telefono? Non intendo parlare oggi del dialogo che perdiamo, del mondo che ci passa avanti e che noi non guardiamo.
Oggi voglio parlare della noia. Quel tempo che ormai vediamo come inutile, doloroso, e che invece è uno dei momenti più preziosi della nostra esistenza.

Giusto per intenderci quanto ci faccia paura: è stato fatto un esperimento. Dei ragazzi, uno alla volta, in una stanza vuota. Soli con una sedia e i loro pensieri, quelli che chiamiamo noia. In fondo alla stanza, semplicemente, un tasto collegato alla corrente. In pratica: o pensavano, o prendevano la scossa. Ebbene, deve farci riflettere il fatto che la maggior parte di loro non sia riuscita a stare un quarto d’ora senza infliggersi dolore infilando le dita nella corrente. Questo hanno fatto, piuttosto che pensare.

Ma la noia è il momento in cui facciamo i conti con noi stessi, con la nostra esperienza, il momento in cui elaboriamo la memoria e sfoggiamo la creatività. La noia, quella vera, è il tempo in cui cresciamo, davvero.

E la noia, come tutti, ha ha bisogno di tempo. Ma noi non glielo concediamo, impegnati ad evitarla come se fosse un virus. Riprendiamola, riprendiamo i tempi in cui dialoghiamo con noi stessi, senza rumore di fondo. E sentiremo il nostro cuore, una musica stupenda.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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