Obesi digitali

Lo smartphone sul comodino ci ruba il sonno

Pare che il Ceo di Netflix un giorno abbia detto che il loro principale concorrente non è un altro fornitore di streaming video, ma il sonno
Diciamo di tenere il telefono vicino al letto perché lo usiamo come sveglia
Diciamo di tenere il telefono vicino al letto perché lo usiamo come sveglia

Pare che il Ceo di Netflix un giorno abbia detto che il loro principale concorrente non è un altro fornitore di streaming video, ma il sonno. Sì, il sonno, che soffre parecchio la concorrenza del digitale.

Beh, tanto per cominciare mi si permetta un’osservazione scontata: se guardi troppo il telefono ti addormenti più tardi e dormi meno ore. Ed è una prima tacca a favore del digitale.

Poi, diciamo, appoggi il telefono al comodino, ti rimbocchi le coperte e chiudi gli occhi. Ma lui resta lì, a pochi, pochissimi centimetri da te. Magari a un certo punto si illumina, e ti stavi per addormentare. Per qualche istante ti chiedi se sia il caso di dare un occhio. In fondo se qualcuno ti scrive a mezzanotte e mezza probabilmente sarà qualcosa di importante. Questo pensi, e allunghi il braccio, prendi il cellulare. Rispondi.

Ma già che ci sei ti casca l’occhio su un altro messaggio. Lo avevi letto, ma ora ti viene in mente che non hai risposto. E lo fai.

E due. Ormai i tuoi occhi si sono abituati alla luce dello schermo. Ma hai sonno. Lo riappoggi e cerchi di dormire. Sistemi il cuscino. Chiudi gli occhi.

Ma ti arriva la risposta. Che fai? Avverti, nonostante le palpebre serrate, il chiarore del telefono. Chissà perché stavolta ti sembra che non si spenga, che quella luce tardi a restituirti il buio. Tanto vale allora prenderlo il telefono, leggere, rispondere e amen. A meno che non si vada avanti in questo ping pong ancora a lungo.

Così finisci per tenerti impresso negli occhi il video, il messaggio. Con buona pace della tranquillità che ti servirebbe per dormire.

Ma perché? Perché il telefono sul comodino, sempre? Il primo, semplice motivo è che lo usiamo come prima e ultima azione della giornata. E poi la scusa, immancabile: «Mi serve come sveglia».

Vero, è comodissimo. La imposti al minuto, anzi dieci minuti prima così con un semplice tocco ti guadagni dieci minuti di dormita, che poi sono preziosi come oro se alla fine a forza di messaggi ti sei addormentato tardi.

Insomma: è comodo, è utile anche per gestire la sveglia in modo efficace. L’importante è sapere che anche questa piccola cosa ha un prezzo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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