Economia sociale, la sfida del futuro per le cooperative

L’economia sociale come leva di sviluppo per i territori e come risposta alle nuove sfide economiche e sociali. È stato questo il filo conduttore dell’assemblea di Confcooperative Brescia, ospitata lo scorso 6 marzo negli spazi della cooperativa Vincenzo Foppa e intitolata «Le nuove frontiere dell’economia sociale: pensare oggi al domani», con un dialogo finale con il giornalista Beppe Severgnini.
Un appuntamento che ha riunito nel pomeriggio i diversi settori della cooperazione – dal sociale al lavoro e servizi, fino al comparto lattiero caseario e agricolo – per riflettere sul ruolo della cooperazione dentro il nuovo quadro strategico europeo e nazionale dedicato all’economia sociale.
Al centro del confronto c’è infatti il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, elaborato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e attualmente aperto alla consultazione pubblica. Il documento rappresenta la risposta italiana alla raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del novembre 2023 e si inserisce nel solco del Piano d’azione europeo approvato dalla Commissione europea nel dicembre 2021.
L’obiettivo è costruire una visione condivisa per rafforzare un settore che in Italia comprende cooperative, mutue, associazioni, fondazioni e imprese sociali, riconosciuto come elemento centrale del tessuto economico e sociale del Paese e come fattore di crescita sostenibile e inclusiva.
Il Piano individua tre direttrici principali: il consolidamento del quadro giuridico per l’economia sociale, l’accesso a strumenti finanziari innovativi e lo sviluppo della transizione digitale e ambientale. In questo contesto la cooperazione viene indicata come uno dei motori dello sviluppo territoriale, capace di coniugare efficienza economica e coesione sociale e di collaborare con la pubblica amministrazione in forme sempre più strutturate di co-programmazione e co-progettazione.
Un percorso che, secondo il presidente di Confcooperative Brescia Marco Menni, rappresenta una sfida decisiva per il futuro. «Usciamo da periodi storici in cui sembrava naturale che l’economia di un territorio trovasse da sola gli strumenti per funzionare – ha spiegato Menni –. Pensiamo alla nascita delle casse rurali: erano un patto tra persone per gestire meglio le risorse della comunità. Anche la cooperazione nasce così, come risposta concreta ai bisogni».

Oggi quell’esperienza si traduce in un sistema economico vero e proprio. «Quando parliamo di economia sociale non parliamo di qualcosa di marginale – ha aggiunto – ma di economia a tutti gli effetti: imprese che creano lavoro, con una democrazia interna allargata e con patrimoni pensati per durare nel tempo e servire le generazioni future».
Il tema assume dimensioni significative anche a livello europeo. L’economia sociale conta infatti oltre 13 milioni di addetti e più di due milioni di organizzazioni, mentre solo in Lombardia coinvolge circa 300mila lavoratori.
«Non siamo né il privato profit né il pubblico – ha osservato Menni –, ma una realtà che sta in mezzo e che tiene insieme efficienza economica e responsabilità sociale. Per questo oggi non basta più un semplice quadro regolatorio: serve un vero piano d’azione che rilanci questo modello».
Da qui l’importanza del documento nazionale, atteso nei prossimi mesi nella sua versione definitiva. «È giusto che lo Stato faccia la sua parte – ha sottolineato – ma poi i piani vanno animati. Ed è anche per questo che abbiamo voluto dedicare la nostra assemblea a questo tema».
La sfida, secondo il presidente di Confcooperative Brescia, riguarda anche il ricambio e la capacità imprenditoriale delle nuove generazioni. «C’è ancora bisogno di volontariato, ma fare economia sociale significa anche fare impresa. E non è scontato trovare persone disposte ad assumersi la responsabilità di governare organizzazioni e imprese cooperative».
Per Menni il passo successivo dovrà essere la traduzione del piano nazionale in iniziative locali. «L’obiettivo è sviluppare veri e propri piani territoriali, mettendo attorno allo stesso tavolo soggetti diversi. Cooperare insieme per rispondere ai bisogni delle comunità».
Un percorso che, per la cooperazione bresciana, rappresenta una nuova fase di sviluppo e al tempo stesso un ritorno alle radici: costruire economia partendo dalle persone e dai territori.
Sito web: www.brescia.confcooperative.it
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