Clima, sprechi e riuso: le grandi sfide dell’acqua e l’impegno di A2A

Non c’è futuro senz’acqua. E in futuro, se non cambiamo passo, di acqua ne avremo sempre meno: non solo per i rubinetti di casa, ma per l’agricoltura e per le imprese che tengono viva la nostra economia. L’acqua è una risorsa a rischio, lo dicono i dati e lo testimoniano i fenomeni estremi che vediamo sempre più spesso. Nel solo 2022 l’Italia ha perso 36 miliardi di metri cubi di risorsa naturale: 60 volte il Lago Trasimeno. È il segno di una siccità strutturale che si somma a reti fragili e a un uso ancora poco responsabile dell’acqua che abbiamo. Ma la crisi climatica produce anche piogge torrenziali e alluvioni, due facce della medesima emergenza.
Ridurre le perdite
Di fronte a questo scenario, A2A Ciclo Idrico ha scelto di guardare lontano e agire vicino: innovazione, monitoraggio continuo, manutenzione delle reti, collaborazione stretta con le istituzioni locali. Lo scorso anno la società ha investito quasi 100 milioni di euro, circa 168 euro per abitante, più del doppio della media nazionale dei gestori industriali (80 euro), e cinque volte quelle dei gestori in economia (29 euro). Sono risorse che servono a tutelare l’acqua: per non sprecarla lungo la distribuzione e per restituirla all’ambiente, dopo l’uso civile e produttivo, in condizioni analoghe a quando l’abbiamo prelevata.
È una strategia che a Brescia sta dando risultati concreti: nel 2025 le perdite della rete cittadina sono scese attorno al 20%, con un recupero di 12 punti rispetto al 2017. Un balzo frutto anche della progressiva distrettualizzazione (oggi 32 distretti) e dell’installazione di quasi 1.300 sensori del programma Aquarius per “ascoltare” la rete e intervenire prima che la dispersione diventi spreco.
Una doppia strategia che A2A applica anche negli oltre 70 Comuni bresciani dove gestisce l’acquedotto e che, rispetto al 2017, ha consentito di dimezzare l’acqua dispersa, “salvando” 12 milioni di metri cubi di acqua, pari al fabbisogno annuo di una città di oltre 150mila abitanti.
Restituire all’ambiente un’acqua depurata
Ridurre le perdite è il primo pilastro; completare e modernizzare la depurazione, il secondo. Negli ultimi anni sono entrati in esercizio 8 nuovi impianti in diversi Comuni del bresciano – Bagnolo Mella, Nuvolera, San Paolo, Gavardo, Offlaga, Alfianello, Vobarno, Calvisano – con un doppio risultato: restituire all’ambiente un’acqua depurata, utilizzabile per l’irrigazione; superare le infrazioni europee evitando le sanzioni di Bruxelles.

Quest’anno A2A Ciclo Idrico inaugurerà altri 3 depuratori (Pralboino, Visano, Mazzano): un percorso pluriennale che unisce conformità alle norme europee, qualità del servizio e economia circolare: i depuratori di nuova generazione trasformano i reflui in acqua riutilizzabile e i fanghi in energia e calore, chiudendo i cicli e restituendo valore ai territori.
La giornata dell’acqua e gli impianti aperti
Questa transizione non è fatta solo di cantieri e algoritmi: è una scelta culturale che mette al centro il valore dell’acqua. Per questo, accanto a sensori e distretti, servono anche scelte quotidiane come fare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, preferire la doccia al bagno, innaffiare responsabilmente.

La Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra ogni anno il 22 marzo ricorda che l’acqua è un bene comune: custodirla è responsabilità di tutti. A2A, come Life Company che si occupa di ogni aspetto della vita, acqua compresa, c’è. Perché non c’è futuro senz’acqua – e il futuro dell’acqua, dipende da noi. Per questo sabato 21 marzo e domenica 22 marzo verranno aperti al pubblico la Fonte di Mompiano e il depuratore di Verziano offrendo l’opportunità di conoscere da vicino l’impegno del Gruppo nella gestione di un bene sempre più prezioso.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su giornatamondialeacqua.a2a.it.
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