Voto referendum. Non so cosa fare, i lettori mi aiutino

I giorni 22 e 23 prossimi ci saranno le votazioni per il referendum che deve avallare la legge sulla separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri. Devo precisare che io mi reputo una «parecchio ignorante persona», e che spesso non riesco a capire cose che sembra siano molto semplici da capire. Io il 22 prossimo dovrò andare a votare per mio dovere civico, e fare la scelta sul quesito proposto dal referendum, ma io non ho ancora capito cosa votare (capito, per dire che io devo fare una scelta ponderata e consapevole di quello che scelgo). Purtroppo io mi do da fare per cercare di ascoltare alla televisione quali possano essere le differenze di un mio «Si» o di un mio «No», ma io fino ad ora non ci ho capito ancora niente. Ascoltando i vari politici di una parte e dell’altra assisto alle solite liti tra persone che dicono che il «Si» è quello di coloro che vogliono imbragare e controllare i giudici e pubblici ministeri quindi i soliti fascisti (parola molto usata recentemente e spessissimo a vanvera), mentre quelli che dicono che voteranno «No» sono i soliti di sinistra che dicono che i giudici e compagni sono tutti politicizzati, e che le loro sentenze sono tutte prezzolate, per non dire altro. A questo punto io le chiedo, dato che il 22 arriva presto, se non prestissimo: mi potete aiutare a capire cosa succede al giudice e al pubblico ministero se io votassi «Si», e questa scelta fosse la maggioranza dei voti? Cosa succederà a questi signori rispetto all’attuale situazione in cui si trovano? Che rimarrà uguale votando il «No». E chiedo di più: tra i suoi lettori c’è una persona che ha fatto studi adeguati e che mi possa far capire con parole semplici ma giuste cosa io sto votando? Però devo precisare che non mi interessano le spiegazioni di politici e pseudo tali: a me interessa capire come sarà il processo in futuro se voto «Si». I politici o le persone che non hanno i requisiti di farmi capire per chi votare in modo sciente vorrei pregarle di starsene buone e eventualmente leggere la risposta che una persona di buona volontà sta dando ad un povero ignorante come me. E le prometto che il 22 prossimo io andrò a votare con cognizione di causa. Mi reputerò suo debitore se mi potrà aiutare.
Mario Mazzei
Nuvolera
Caro Mario, non si reputi nostro debitore: non la possiamo aiutare. O meglio, da settimane cerchiamo di farlo, ogni giorno, senza schierarci di qua o di là, ma continuando ad offrire su queste pagine contributi, riflessioni, opinioni, pareri, sapendo che i nostri lettori hanno la propria testa e che ciascuno la usi come meglio crede. Se ciò non le basta, non sappiamo cosa altro fare. Perché, in quel caso, non sarebbe l’ignoranza a contare, bensì la difficoltà a fidarsi, con l’aggravante che «politico» è il tema, non il parlamentare o il rappresentante di partito, dunque anche la richiesta che tra i lettori ci sia qualcuno «che ha studiato» e che «spieghi» finirebbe nel tritacarne del «destra o sinistra», «amico o nemico». Scorciatoie dunque non ce ne sono. Continui a leggere il nostro giornale, siamo certi che prima del 22 almeno uno dei contributi ospitati in pagina le sarà utile per formarsi un giudizio.
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