Visita al Santuario, che bellezza. Vi invito a Offlaga

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Per la prima domenica del mese scorso, il meteo prevedeva la giornata forse più fredda dell’inverno con un nebbione così fitto da tagliare a fette. Quando in mattinata sono giunti a Offlaga quattro pullman con a bordo 200 persone, il tempo ha cambiato registro perché un coraggioso sole ha dissolto la nebbia regalando ampi squarci di cielo azzurro. Ad organizzare il tour l’associazione «Amici gardesani in viaggio» che ha scelto come meta del pellegrinaggio il Santuario offlaghese dedicato alla Madonna della Formica. Visto l’elevato numero di turisti, il gruppo è stato diviso in due: mentre una parte, affidata alla guida del prof. Nicola Bonini, visitava la parrocchiale di S. Imerio, l’altra visionava il santuario, illustrato all’esterno dal prof. Alessandro Tomasini e all’interno dalla sottoscritta. Dopo un’ora lo scambio delle location consentiva a tutti di ammirare entrambi i luoghi. Ci riempie tuttora di orgoglio il fatto che centinaia di persone provenienti da zone ricche di bellezze naturali e artistiche, abbiano scelto il nostro paese per conoscere i limitati, ma non irrilevanti tesori di cui siamo fieri. I visitatori hanno subito rilevato l’ordine e il decoro delle due chiese e poi, grazie alle spiegazioni fornite, hanno apprezzato le opere: affreschi, quadri, sculture, arredi che ornano sia la parrocchiale che il santuario da loro giudicato come «un piccolo, vero gioiello». Già la cara Blandina Pini, promotrice del gruppo Volontari della sofferenza, definiva la chiesetta: «La nostra piccola Lourdes». I pellegrini hanno manifestato attenzione per l’aspetto devozionale, religioso, storico dei due luoghi sacri. Le presentazioni sono state arricchite da aneddoti, curiosità, richiami a tradizioni locali che risalgono ai nostri nonni, ma ancora sono vissuti con trasporto. La sagra di Sant’Imerio, la giornata dell’ammalato, la festa della Formica oltre a ravvivare la fede, rafforzano i nostri legami comunitari e vivacizzano momenti di condivisione. Gli amici gardesani hanno finora visitato molte chiese dedicate ad esempio alla Beata Vergina del Rosario, della Neve, della Spiga... ma risultava loro un po’ eccentrica la dedica alla Madonna della Formica. Il termine fa capo a varie ipotesi, ma pare che il riferimento al fastidioso insetto sia solo leggenda popolare. Il momento più intenso e significativo si è avuto con la preghiera collettiva, la benedizione e il saluto finale del nostro parroco don Ettore Gorlani. Prima di congedarsi sono stati invitati tutti i presenti a staccare qualche volta la spina dallo stress quotidiano per ritornare di nuovo al santuario. Ora, con lo stesso entusiasmo, estendo l’invito anche ai lettori del GdB. Vi garantisco, come accade spesso a noi, che basta entrare fiduciosi, rivolgere un pensiero, una preghiera o semplicemente starsene seduti in silenzio per avvertire in quest’oasi di pace il conforto che fa bene all’anima e la gioia interiore che rende più amabile la vita.

Teresina Cremaschini
Offlaga

Cara Teresina, raccogliamo volentieri l’invito e lo rilanciamo. Per almeno due motivi: la sua passione contagiosa nel rivolgercelo, e il piacere, anzi, la necessità che sentiamo sempre più spesso di momenti di pace e silenzio. P.S. Di solito le previsioni non le azzecchiamo - onesto riconoscerlo - ma se dovessimo azzardare un pronostico per i tempi che verranno punteremmo tutto sulla riscoperta e fioritura di luoghi dove silenzio e pace si trovano. Nel fragore assordante d’un mondo sempre più complicato, il ritorno a semplicità ed essenzialità sarà un bene prezioso. Con il vantaggio di essere disponibile a buon mercato, come tutto ciò che ha valore e non un prezzo. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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