Valle di Mompiano Dieci anni di arte messa a dimora

Sono già passati dieci anni da quando a Brescia, o più precisamente nella Valle di Mompiano, sono apparse quelle sculture sparse in 15 ettari di bosco e che ha preso il nome di ArteValle. Si badi bene non opere qualsiasi ma sculture di Artisti con la A maiuscola. Ben ricordo la perplessità con cui venne accolta l’idea dei Gnari dé Mompià, quando nel 2013 venne presentato il progetto, che vedrà la luce tre anni dopo, mutuando l’esperienza di ArteSella a Borgo Valsugana. Eh sì diamo a Cesare quello che è di Cesare e quindi a Carlotta Ströble ciò che è suo, ovvero il merito di avere pensato molti anni prima di portare in una valle un poco sperduta delle opere d’arte da offrire a chi in un museo forse non sarebbe mai entrato. Vedere quelle sculture perfettamente integrate nel bosco circostante fu una sorpresa. Non fu facile realizzare la versione bresciana. Ci recammo, un po’ timorosi, a Bovezzo da Guido Moretti, artista già affermato, proponendogli di realizzare un’opera, pagando solamente il materiale, cosa resa possibile grazie a Fondazione Asm che ci venne in aiuto. Guido accettò immediatamente. Entusiasti, contattammo uno alla volta altri Artisti: Stefano Bombardieri, Angelo Noce di Crema, Elisa Taiola di Gussago, Giuliana Geronazzo in arte Gero col figlio Giacomo Filippini, l’arte-terapeuta Guido Uggeri coi ragazzi del Sasso nello stagno, le due accademie d’arte Laba e Santa Giulia, Patrizia Cigognetti, la coppia Agnes Deli e Endre Gaàl, Cristina Gandellini. Tutti diedero il loro appoggio e lavoro con l’entusiasmo di partecipare ad una insolita e stimolante iniziativa. Dopo dieci anni alcune sculture si sono dissolte in modo naturale nel bosco, altre fanno ancora bella mostra di sé, altre ancora ci spiano, prigioniere della ex polveriera da troppo tempo inaccessibile. Ciò che rimane è la tranquillità che tutti possono trovare passeggiando tra opere d’arte integrate perfettamente in un ambiente naturale in quell’angolo di pace che è ArteValle, nella Valle di Mompiano.
Marcello PelizzariCaro Marcello, la capacità che ha l’arte di raccontare l’indicibile è seconda soltanto al prodigio della natura. Averle messe in connessione e in qualche modo abbinate è stata un’iniziativa bellissima, il cui ricordo costituisce un doveroso tributo e nel contempo l’auspicio sincero che qualcosa del genere si ripeta. Attendiamo fiduciosi. (g. bar.)
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