Un medico speciale Ora che si goda il... secondo tempo

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Quando una carriera lavorativa si conclude per raggiunti limiti di età, scende un velo di malinconia misto ad emozione e, al contempo, nasce forte il desiderio di esprimere la profonda gratitudine per chi ha svolto la sua professione in modo esemplare ed impeccabile.

Quando si tratta del medico di famiglia tutto si amplifica. Non parliamo di eroi o di Santi, ma di persone come noi che, per scelta, hanno votato la loro vita agli altri, spesso sacrificando molta parte della loro. Sono la dedizione e la rinuncia che le rendono grandi, ed è davvero un dono quando queste incrociano i nostri destini, ma, a volte, distratti, non le riconosciamo.

Grazie al dottor Gerardo Medea che ci ha assistito e curato per un tempo lungo, ci ha ascoltato e portato a trovare soluzioni anche oltre la terapia, sollecitando la posizione attiva del paziente. In tutti questi anni non ha mai fatto mancare la sua vicinanza, anche quando le ventiquattro ore non bastavano più per dare la giusta attenzione a chiunque ne avesse di bisogno. Una missione diventata possibile valicando gli umani limiti.

Adesso, con buona pace dei suoi pazienti, finalmente, le sue priorità saranno altre... Che sia un buon secondo tempo!
Graziella Plebani e famiglia
Calcinato

Cara Graziella,

sarà l’età, sarà il caldo d’estate, fatto sta che ci commuoviamo per un nonnulla, intenerendoci per ciò che fino a qualche tempo fa ci scivolava addosso. Le sue parole di riconoscenza hanno sapore genuino, come di pane caldo, buono. E se le commentiamo è per allargare il cerchio, per ringraziare i tanti medici che al dottor Medea somigliano per stile, serietà, disponibilità. Che sia un buon secondo tempo per loro e un ottimo esempio per i giovani che ne prendono il posto. Ne abbiamo davvero un gran bisogno. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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