Tre gelsi abbattuti. Il sentimento non li ha salvati
Venerdì 24 aprile, in via dei Campiani, nel quartiere di Urago Mella, Brescia, nell’area interessata da un recente e contestato permesso edilizio autorizzato in area prospiciente il Parco delle Colline, soggetti incaricati hanno provveduto a far tagliare 3 gelsi, quali ingombri da far sparire per far spazio alla lottizzazione. I gelsi abbattuti costituivano la parte terminale di un antico viale composto da 70 esemplari, rappresentati in cartografie di età napoleonica, per la cui salvaguardia, oltre che per la tutela paesaggistica e naturalistica di quella porzione di terra di confine tra ambito urbanizzato e non, migliaia di cittadini residenti nel Comune di Brescia si sono attivati con istanze, petizioni, solleciti alla stampa, incontri pubblici, volantinaggi, comunicazioni agli amministratori comunali e un primo ricorso presso il Tribunale amministrativo. La proprietà può forse fare ciò che ritiene dopo la sentenza del tribunale che le dà ragione contro i suddetti cittadini su alcune obiezioni e criticità sollevate, per esempio per far riconoscere la monumentalità di tali esemplari di piante di gelso. Stupiscono però i tempi e le modalità con le quali questo taglio repentino è avvenuto. Subito dopo la sentenza, senza attendere l’allestimento di un cantiere, di mattina presto e senza tenere in nessun conto tutte le forme di protesta che sono state messe in campo nella totale inerzia dell’autorità pubblica che avrebbe potuto suggerire una minima forma di interlocuzione e compromesso. Come se gli alberi, da oggetto di potenziale tutela siano diventati l’unico ostacolo pervicacemente da rimuovere per consentire la costruzione. Una furia cieca che si priva dei beni che danno valore alla proprietà stessa. Non è bastato il sentimento, la mobilitazione, l’azione di un intero quartiere e di tanti cittadini che anzi è stata vissuta con fastidio. Un ronzio da sopprimere il più velocemente possibile perché ognuno a casa propria fa ciò che vuole. Quella mattina assistevo al taglio di questi gelsi dalla mia finestra ed è stato uno strazio. Perché le persone non vengono ascoltate? Perché il nostro patrimonio naturale viene sacrificato così? Perché le regole non sono mai capaci di tutelare le zone più fragili del nostro ambiente?
Tsuyumi Cristina Scalvini
Brescia
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