Lettere al direttore

Tra le copie vendute, il passamano al bar e i lettori totali

Leggo sul quotidiano il numero dei lettori che tramite il cartaceo o con mezzi tecnologici leggono il Giornale di Brescia. Beh io al mattino passo all’edicola poi vado al bar a far colazione. Il piacere inimitabile di sfogliare il giornale davanti ad un cappuccino e una brioche al cioccolato... È noto che il quotidiano messo a disposizione degli avventori, nel tempo che io rimango, almeno una decina, lo sfogliano, se lo passano e commentano le notizie che più li hanno colpiti. Sul tardi, verso le ore 9, arrivano i pensionati e qui ancora il quotidiano passa di mano in mano. Se si dovessero contare anche questi lettori, il Giornale di Brescia sarebbe senz’altro il primo, il più letto d’Italia. A volte i numeri, i calcoli, senz’altro precisi, matematici, danno un quadro della realtà che realtà non è se si vogliono calcolare i lettori, reali, e il peso del Giornale di Brescia. Ecco ho messo il puntino sulla i.

// Francesca Brigato
Brescia
Gentile signora Francesca, ha ragione: va fatto un distinguo tra l’acquisto del giornale e la sua lettura. È un tema che ci affligge e ci affascina allo stesso tempo, tanto da ritenere utile - pubblicando le sue osservazioni - prenderci un po’ di spazio e condividere con i lettori l’analisi del paradosso che ci riguarda da vicino: a fronte di un calo delle copie vendute in edicola (condiviso con la galassia dei quotidiani cartacei italiani) il GdB mantiene, anzi, rafforza la sua leadership per numero di lettori che supera la soglia dei 415mila al giorno, primo posto in Italia tra i giornali provinciali. Non lo certifichiamo noi, ma Ads e Audipress ai quali facciamo riferimento «da sempre» per scelta editoriale di trasparenza e credibilità. Come spiegare questa contraddizione? Il «fenomeno bar» al quale lei fa riferimento ha sicuramente la sua incidenza; c’è poi quello delle rassegne stampa diffuse via internet (una sola copia acquistata ma propagazione seriale e gratuita del suo contenuto) senza dimenticare la viralità dell’articolo fotografato e postato sui social, anche questo senza oneri a carico del fruitore. Ecco perché l’aumento certificato dei lettori e la diminuzione del numero di copie vendute si rivelano in realtà facce della stessa medaglia. Spiegato l’arcano, risolto il problema? Assolutamente no: il mancato sostegno all’informazione certificata è destinato a presentare il suo conto che rischia di essere particolarmente salato perché riguarderà la qualità dell’informazione che alla fine pagheremo tutti, sia chi acquista un giornale, sia chi lo leggerà senza averlo comprato. Non conosciamo il punto di caduta ma ci confortano forme di sostegno alternative, dalle partnership agli inserzionisti, ed auspichiamo nuove albe del settore che dalla carta si sposta sul digitale senza però aver ancora trovato criteri vincenti di sostenibilità. Nel frattempo sappiamo di avere ancora tanto da fare e da dire ai nostri lettori, paganti o meno. Ed è a tutti loro che ci rivolgiamo ogni mattina con rinnovato impegno ringraziando in particolar modo chi, come lei, nel mettere a buon diritto il puntino sulle «i» passa prima in edicola a premiare le nostre fatiche. (n.v.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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