Termoutilizzatore, il controllo sull’inquinamento
In merito alle recenti dichiarazioni del Movimento 5 Stelle bresciano riguardo al termoutilizzatore riteniamo doveroso fornire nuovamente alcune informazioni utili.Il termoutilizzatore di Brescia nell’ottobre del 2006 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento «Industry award» dal Wtert della Columbia University di New York, che lo ha classificato al primo posto nel mondo, in particolare per i risultati ambientali e di recupero energetico. La graduatoria, pubblicata con trasparenza, è completa di tutti i singoli dati comparativi dei primi 10 impianti classificati ed è riportata nel «Rapporto dell’Osservatorio sul funzionamento del termoutilizzatore», consultabile sul sito Internet del Comune di Brescia. Recentemente il sistema bresciano ha ottenuto, tra i primi in Europa, l’Ecolabelling, una certificazione di eccellenza che fa riferimento agli obiettivi 20-20-20 della Ue: efficienza nell’uso delle risorse primarie, percentuale di energia rinnovabile e di recupero sul totale dei combustibili utilizzati e risultati nella riduzione della CO2. Per quanto riguarda il presunto inquinamento prodotto dall’inceneritore, il suo contributo all’inquinamento dell’aria è irrilevante, come avvalorato dalla «Studio di dispersione atmosferica di inquinanti emessi sul territorio bresciano», effettuato dalla Facoltà di ingegneria dell’Università degli studi di Brescia nel 2004 e aggiornato nel 2011. In particolare per le diossine, tutti gli studi fin qui effettuati da parte della Regione Lombardia, del Comune e dell’Università di Brescia, condotti sulla base di dati oggettivi e riportati anche nel Rapporto dell’Osservatorio sul termoutilizzatore, dimostrano inequivocabilmente l’ininfluenza del Termoutilizzatore nella produzione di diossine. Per le polveri ultrafini prodotte dai termovalorizzatori, lo studio effettuato nel 2010 dal Leap (Laboratorio Energia e Ambiente Piacenza) ha verificato che «... le concentrazioni polveri ultrafini rilevate all’emissione dei termovalorizzatori risultato generalmente collocate sugli stessi livelli, quando non addirittura inferiori, a quelli presenti nell’aria-ambiente dei siti di localizzazione». In merito all’evento dell’8 agosto 2012 ricordiamo che la normativa a livello nazionale e regionale prescrive chiaramente le modalità di calcolo dei valori semiorari e giornalieri al fine del rispetto del limite delle emissioni, limite che non è stato superato. Con l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) della Regione Lombardia, che integra ogni autorizzazione precedente, è stato approvato anche il piano di monitoraggio periodico ambientale per i vari parametri fisico-chimici, sono stati stabiliti nuovi limiti di emissione per gli ossidi di azoto e introdotto un limite per l’ammoniaca. I risultati del monitoraggio ambientale di questi ultimi anni confermano pienamente i risultati positivi degli anni precedenti e sono indicativi dell’affidabilità dell’impianto e dei suoi presidi a tutela dell’ambiente. Sin dall’inizio del suo funzionamento, e ben prima che la legge lo richiedesse, il termoutilizzatore è stato dotato di rilevazioni in continuo delle emissioni, nonché di un sistema di campionamento in continuo dei microinquinanti. Tutti i dati delle emissioni vengono registrati e archiviati e sono costantemente a disposizione dell’Autorità di controllo, che effettua verifiche periodiche. Vanno anche ricordati i recenti interventi (catalizzatori per la riduzione degli ossidi di azoto e sostituzione dei filtri a maniche, estensione dei rivestimenti in lega speciale delle caldaie, migliore miscelazione dei materiali per produrre energia), del valore di 90 milioni di euro, che hanno ulteriormente migliorato la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica dell’impianto. I dati aggiornati relativi alle emissioni e al funzionamento dell’impianto sono pubblicati con cadenza settimanale sui siti internet di A2A (www.a2a.eu) e di A2A Ambiente (www.a2ambiente.eu).
A2A Spa Ufficio Comunicazione Brescia
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